Suol d'Aleramo, Comuni delle Valli Orba, erro e Bormida

Cultura locale

Cenni storici

Il territorio su cui è stata costituita la Comunità Montana, estremo lembo sud-occidentale dell'Alto Monferrato, è stata abitata fin dalla preistoria dalle popolazioni liguri che, avendo come base la costa tirrenica, si spinsero a colonizzare i versanti settentrionali dell'Appennino e i sistemi collinari a ridosso della Pianura Padana.

Da Acqui provenivano i Liguri Statielli, che si opposero sia alla conquista romana sia all'invasione dei Celti.

Acqui divenne uno dei principali centri romani della IX Regio, nome che Augusto diede all'intera area organizzata compresa tra il mare e il Po.

Nell'Alto Medioevo la zona, su cui già erano sorti insediamenti romani minori (Spigno M., Ponzone), fu sotto il controllo prima del Comitato poi del Vescovo di Acqui.

In piena epoca medioevale tutto l'Alto Monferrato faceva parte del Marchesato del Monferrato, dalla cui Alta Signoria dipendevano i signori locali.

L'influenza degli aleramici, rappresentata dai vasti possedimenti dei marchesi del Carretto, fu pari a quella della Repubblica di Genova e avvenne in modo pacifico fino al XV secolo.

Solo nel periodo delle grandi guerre europee la regione, attraversata dall'importante via di comunicazione che utilizzava il Sassello come passo per il mare, subì saccheggi e distruzioni a opera dei soldati spagnoli.

In seguito il territorio condivise il destino del Marchesato del Monferrato, entrando a far parte dei domini sabaudi.

Nel secondo dopoguerra l'area, così come altre zone rurali marginali non coinvolte dal fenomeno dell'industrializzazione, subì una notevole crisi demografica.

Territorio e cultura

La Comunità Montana collega l'Alto Monferrato acquese, la Langa albese e la costa ligure compresa tra Arenzano e Savona, rappresentando uno sbocco al mare dell'entroterra monferrino e piemontese.
Fino a un secolo fa, non si passava solo dal passo del Giovo o del Turchino per arrivare al mare, ma una fitta rete di percorsi "minori" (mulattiere, sentieri, tratturi, strade campestri, etc...) univa tutti gli insediamenti e attraversava lo spartiacque ligure.

Il territorio della Comunità Montana è un mondo di altura: Cassinelle , Montechiaro Alto , Castelletto d'Erro , Cavatore , Morbello e Ponzone  sono collocati sul crinale alto; Cartosio , Denice , Molare , Malvicino , Pareto e Spigno su promontori; solamente Merana e Montechiaro Piana stanno sul fondovalle.

Il mondo di crinale divenne importante in epoca medioevale, quando per sfuggire agli invasori era necessario ripararsi in posti facilmente difendibili e in stretto legame visivo tra di loro. A Ponzone a ovest, sotto il Monviso, sorgeva il castello di Montechiaro Alto; dietro si trovavano le torri di Vengore e di Roccaverano; a destra l'alta torre di Castelletto d'Erro; verso nord la torre di Cavatore, la più vecchia della zona; a ovest si doveva comunicare con la torre del Marocco, ormai distrutta e, da questa, con Cassinelle, visto che da Ponzone non si vede Cassinelle a causa del monte Brignone. Il sistema si ampliava con le Torri di Terzo, di Visone e tutti i castelli che costeggiavano la Valle del Bormida, partendo dalla piana di Strevi.

Il sistema presidiava la via di transito più importante della zona, l'asse vallivo del Bormida, che precedentemente al Medioevo era stato occupato da una importantissima strada consolare romana: la via Aemilia Scauri.

I Romani giunsero in questi luoghi quando già si erano insediati i Liguri Statielli (IV -III secolo a.C.), popolo dedito all'agricoltura, all'allevamento e alla pastorizia. Conoscitori delle leggi di mercato, gli Statielli vivevano sui fianchi dei rilievi, sfruttando i verdi pascoli delle colline e scendevano periodicamente sul fondovalle per le operazioni di scambio e di commercio dei loro prodotti. Il commercio del vino e del sale avveniva tramite una serie di collegamenti che utilizzava i percorsi di altura (crinale e mezza costa).
Nel III secolo a.C., periodo anteriore alla colonizzazione romana, tutte le pianure, gli invasi e i fondovalle erano ancora luoghi paludosi.

Nel periodo Paleolitico (prima età della pietra) i primi abitant evitarono di addentrarsi in quei luoghi inospitali e preferirono rimanere in alto. Nel mondo di altura vivevano allo stato nomade, cacciando la selvaggina; divennero agricoltori e allevatori nel periodo Neolitico (età della pietra levigata e dei metalli), quando si stanziarono sul suolo.

La presenza dei primi uomini risale al periodo Musteriano (100.000 -40.000 a.C.), come è attestato dai numerosi rinvenimenti preistorici nelle zone di altura: Morbello, Ponzone, Cassinelle, Piancastagna e Cimaferle, sul crinale principale di maggiori dimensioni che attraversa il territorio della Comunità; e a Pareto, Malvicino e Spigno, sul crinale di Montechiaro.