Il territorio della Comunità Montana Langa Astigiana - Val Bormida, posto tra le valli di due rami del fiume Bormida, quello di Millesimo e in minima parte quello di Spigno, è situato tra le zone di Acqui terme (AL), Canelli (AT) e Cortemilia (CN).
Il fiume Bormida di Millesimo nasce a quota 821 m. sul versante settentrionale di Rocca Barbena, nelle Alpi Liguri, il suo percorso è di circa 150 Km dalle sorgenti alla confluenza con il fiume Tanaro nella pianura di Alessandria.
Il Bormida di Spigno è uno dei più importanti affluenti di destra del Bormida di Millesimo, a cui si unisce dopo circa 70 Km dal luogo in cui nasce (nel Comune di Bormida in Provincia di Savona, nei pressi del Colle Melogno).
All'interno del territorio della Comunità Montana Langa Astigiana - Val Bormida si registra una notevole diversificazione nell'aspetto paesaggistico a seconda dell'altitudine; di conseguenza, anche la vegetazione presenta delle differenze a seconda delle altimetrie.
Particolari condizioni geomorfologiche e climatiche permettono la sopravvivenza di una flora spontanea rara e specializzata, accanto a una natura in cui si riconosce l'intervento dell'uomo (aree coltivate a vite e castagneti da taglio o da frutto si affiancano alle altre essenze boschive).
In riva al fiume Bormida cresce una vegetazione fluviale con pioppi naturali, salici, sambuchi, sanguinelli, acacie e aceri campestri; mentre nelle fasce vallive i boschi di farnia e di olmo sono stati quasi interamente sostituiti da colture, gli unici alberi d'alto fusto che oggi si possono trovare sono salici, gelsi, pioppi e ontani.
Nella zona di media collina, i paesaggi cambiano in base a esposizioni, tipo di terreno e aree di coltivazione.
La vegetazione naturale è rappresentata da graminacee (festuche, bromi, gramigne), leguminose (trifogli, ginestrini, mediche) e arbusti, principalmente rovi, sanguinelli, prugnoli, biancospini, sambuchi, mirtilli.
Gli originali boschi di caducifoglie come la roverella, il castagno, il frassino minore, hanno in parte ceduto spazio all'utilizzo dell'uomo e in parte alle essenze dominanti, quali il faggio e la rovere.
Piuttosto diffuse sono le conifere e alcuni nuclei spontanei di pino silvestre.
La fascia altimetrica più alta si distingue per la presenza di centinaia di specie erbacee del sottobosco: le orchidee naturali come la rarissima "scarpetta di Venere" (Cypripedium calceolus), protetta dalla legge e la cui presenza è favorita da un terreno particolarmente calcareo; della stessa famiglia l' Ophrys dai fiori somiglianti a insetti, le Orchis e le Serapias . Inoltre si ricordano: il giglio selvatico Lilium martagon, il giglio di San Giovanni e ancora il bucaneve, il ciclamino selvatico, il mughetto, le primule, i narcisi e felci di generi diversi, tra cui la rara Osmunda regalis.
Come la flora, anche la fauna risente delle variazioni altimetriche: la pernice rossa e la starna, ad esempio, necessitano di habitat differenti.
La prima vive negli ambienti di alta collina, nei Comuni di San Giorgio Scarampi, Serole, Roccaverano, Olmo Gentile e Loazzolo; mentre la seconda risiede nelle zone di pianura o di media collina.
Presenti su tutto il territorio sono i mammiferi come la volpe, la faina, la donnola, la martora, la puzzola, il tasso, la lepre, la mini lepre, lo scoiattolo, il ghiro, la talpa, il cinghiale; nei tratti boschivi più folti e tranquilli ci si può imbattere, soprattutto all'alba o al tramonto, in caprioli (la cui diffusione è cresciuta negli ultimi anni in seguito a ripopolamenti), e in daini.
Le segnalazioni di avvistamento di lontre e di lupi devono ancora trovare conferma.
Una distribuzione generalizzata interessa anche la varietà degli uccelli rapaci, diurni e notturni (poiane, sparvieri, astori, gufi, civette, barbagianni e gufi reali); in primavera, quando gli uccelli migratori sorvolano la Langa, è più probabile avvistare esemplari di allodola, rondine, rondone, cinciallegra, capinera, cardellino, fringuello, cuculo, fagiano, merlo; tra gli uccelli acquatici è presente un buon numero di esemplari di germano reale, gallinella d'acqua, martin pescatore, cormorano e airone cenerino (lungo tutto il corso del fiume), a cui si aggiungono i corvidi quali il corvo, la cornacchia grigia e la gazza.
Da non trascurare la fauna minore , indicatrice di qualità ambientale: le bisce d'acqua, il rospo comune, la rana verde comune, la salamandra pezzata, la nutria, il ramarro, la lucertola muraiola, il geco comune.
Tra la fauna ittica presente nel Bormida, ritroviamo trote, cavedani, carpe, anguille, pesci gatto e nei ruscelli di alta collina non manca il gambero d'acqua dolce, abitante di acque limpide e ghiaiose.
Molti sono gli angoli suggestivi che si possono incontrare visitando la Comunità Montana.
Sulla strada che da Montabone porta a Rocchetta Palafea, si percorre un tratto che coincide con il crinale, da cui, in condizioni climatiche favorevoli, è possibile ammirare le due vallate che si estendono ai lati della strada con le vette imbiancate sullo sfondo.
Un panorama altrettanto caratteristico si può cogliere seguendo la strada che da Canelli va a Cassinasco, o ancora raggiungendo il paese di Roccaverano, dove l'orizzonte sembra infinito.
Mombaldone è immerso nei calanchi: l'acqua piovana erodendo il terreno poco compatto crea nei versanti collinari solchi di erosione di un caratteristico colore grigiastro; lo stesso fenomeno si può osservare in altre zone quali il Comune di Serole.
Presso quest'ultimo sorge il Bric Puschera, il colle più alto di tutta la Provincia di Asti, noto soprattutto per la presenza della rarissima orchidea "scarpetta di Venere".
Tra Bistagno e Monastero Bormida, nel Comune di Sessame, si trova il rifugio WWF " Garzaia della Val Bormida ", una riserva nata per salvaguardare una piccola colonia di aironi cenerini.
Nel Comune di Montabone si estende un piccolo parco naturale, dove si può avere un contatto ravvicinato con alcuni animali ospitati allo stato libero.
I sedici Comuni della Comunità Montana sono collegati da sentieri percorribili a piedi, in mountain bike o a cavallo.
