Le attività economiche della Comunità Montana hanno conosciuto negli ultimi anni un forte incremento nei settori dell'artigianato, del turismo, della produzione casearia e vinicola.
L'artigianato è caratterizzato da ditte di piccole dimensioni individuali o a conduzione familiare e da un numero minore di attività con in media non oltre quindici dipendenti.
Il comparto edile, con l'impiego di operai specializzati nella lavorazione della pietra di Langa, utilizzata nelle costruzioni dal Medioevo a oggi, rimane uno dei settori più vivaci insieme alla lavorazione del legno a cui si dedicano artigiani del mobile (in particolare della sedia), restauratori, serramentisti.
L'attività turistica sta conoscendo una ripresa insperata, molti sono gli agriturismi pronti a far conoscere le tradizioni enogastronomiche locali e i prodotti tipici di qualità.
Il turismo è incentivato dalla presenza di piccoli locali, ristoranti, locande e bed & breakfast e dal lavoro delle pro-loco che riescono a far conoscere il territorio tramite le sagre gastronomiche.
L'agricoltura ha il peso economico più importante e varia in base alle zone.
La viticoltura sulle aree collinari più esposte a sud rappresenta la produzione migliore, attenta alla qualità di vini pregiati quali il moscato, il barbera, lo chardonnay, il brachetto, il dolcetto, il cortese e il freisa.
La produzione enologica riveste per l'economia una grande importanza, come dimostra il fatturato globale (circa cinquanta miliardi di vecchie lire) e il numero più che raddoppiato negli ultimi dieci anni delle aziende.
La "tonda gentile delle Langhe", ovvero la nocciola è coltivata in tutto il territorio e costituisce una valida alternativa al settore vitivinicolo.
La frutticoltura rappresenta il settore meno diffuso, nonostante le sue potenzialità.
La zootecnia conta un patrimonio bovino di circa 3.500 capi, un patrimonio caprino di circa 2.000 capi e un patrimonio ovino di circa 200 capi; la razza bovina piemontese è la preferita anche per la produzione di carne di qualità.
Gli allevamenti caprini sono in lieve aumento, perché il latte di capra è la materia prima usata nella produzione della robiola di Roccaverano, formaggio D.O.P. ottenuto miscelando tre tipi di latte: caprino, vaccino e ovino, molto apprezzato dai consumatori.
Le alture tra i 450 e gli 800 m. hanno un forte legame con la produzione casearia della robiola, che ha una tradizione ultracentenaria risalente agli Usseri.
Il commercio si basa su una rete di piccoli e medi negozi, sopravvissuti alla concorrenza dei grandi centri commerciali.
I locali comprendono botteghe artigiane che realizzano prodotti legati alla nocciola; macellerie tradizionali dove la carne proviene da allevatori di fiducia; panetterie nelle quali si può trovare il pane certificato prodotto con farine non modificate geneticamente; botteghe alimentari che offrono robiole, vini locali e particolarità culinarie.
