La storia economica della Valle di Mosso ha un'origine agricola. In questa zona è nata la "civiltà del castagno", albero da cui si ricavavano i prodotti per soddisfare tutte le esigenze di vita: dai frutti della pianta come cibo alle foglie utilizzate come imbottiture per i materassi al legname per la combustione e per le costruzioni (paleria, travature). Negli anni all'attività di raccolta si è affiancata la coltivazione della terra e l'allevamento di capre, mucche e pecore.
La Valle di Mosso, che fin dal 1600 affianca al settore agricolo la manifattura artigianale di panni di lana, è la culla del tessile biellese: qui, grazie a Pietro Sella (della famiglia Sella, che ha tra i suoi personaggi insigni lo statista Quintino Sella) è stato costruito nel 1817 il primo lanificio d'Italia a lavorazione meccanica e attualmente sorgono le aziende più importanti al mondo per la produzione di tessuti e di abiti di altissima qualità.
Oggi prosperano più di 1.200 aziende, l'attività tessile e il suo indotto occupano il 60% della popolazione attiva.
Accanto all'industria sopravvive ancora il comparto agrosilvopastorale, che occupa circa 3.189 ha del territorio della Comunità Montana corrispondente a una percentuale del 23,7% (dati 1991 da: Piano di Sviluppo Socio Economico della C.M. Valle di Mosso).
Il tessile resiste, ma crescono sempre di più i servizi, come il turismo e la valorizzazione dei prodotti tipici e delle bellezza naturali.
Nelle aree più favorevoli l' allevamento bovino rappresenta un'attività interessante in vista della valorizzazione di prodotti caratteristici quali il formaggio Maccagno.
