La transumanza è una pratica che deriva dalla necessità, durante il periodo estivo, di spostare il bestiame dalle pianura, dove è avvenuto lo svernamento, verso i pascoli d'alpeggio. Questa pratica intende utilizzare la risorsa d'alpeggio nel periodo in cui è disponibile (da maggio a ottobre con intervalli più ristretti man mano che si sale di quota), riducendo il carico sui pascoli nelle aziende di bassa montagna o pianura, permettendo la fienagione e la produzione di scorte destinate all'autoconsumo durante il periodo invernale.
La transumanza è diventata parte integrante delle attività pastorali della Valle di Mosso. Per secoli i pastori, che durante l'inverno risiedevano con il loro bestiame nei Comuni della Comunità Montana o nella pianura biellese, in tarda primavera si spostavano verso gli alpeggi dell' Alta Valle Sessera o delle valli limitrofe (Valsesia, Valle Cervo, ecc.). La transumanza si è talmente radicata in secoli di attività pastorale da divenire un elemento integrante della cultura locale.
I boschi del biellese hanno sempre fornito all'uomo il legname utile per le esigenze energetiche domestiche e per la nascente industria manifatturiera.
La difficoltà di dover trasportare grosse quantità di legname su lunghe distanze, attraverso territori difficilmente accessibili, ha spinto alla trasformazione in bosco del legname ricavato in carbone con il vantaggio di una riduzione di peso specifico a parità di volume. In tal modo si ottiene un prodotto energeticamente apprezzabile, ma molto più leggero e facilmente trasportabile.
