Alta Valle dell'Elvo

Attività economiche

La Comunità Montana presenta una struttura economica differenziata in tre aree: il versante sinistro dell'Elvo, il versante destro dell'Elvo, la Serra.

La differente connotazione della struttura economica nelle tre aree è dovuta alla storia del loro sviluppo e alle loro relazioni con i territori di Biella e di Ivrea.

L'apparato industriale della Comunità Montana è concentrato nel solo Comune di Pollone, caratterizzato storicamente dall' industria tessile che mantiene, anche dopo i periodi di crisi e di ristrutturazione del settore che ha investito negli anni '70 e '80 tutto il Biellese, una sua significativa presenza.

Le industrie laniere di Sordevolo, Occhieppo Superiore e Biella costituiscono il nucleo originario dell'imprenditoria tessile biellese, che è diventata un marchio prestigioso della moda.

Non hanno avuto la stessa fortuna gli stabilimenti di Sordevolo, che ha perso nel tempo il suo patrimonio industriale.

La stessa sorte è toccata a Netro per quanto riguarda le officine di lavorazione del ferro. Le officine Rubino sono attualmente chiuse: la lavorazione del ferro sopravvive nella zona di Netro grazie a una piccola officina artigiana.

Il territorio cha va da Sordevolo a Donato si distingue per l' attività zootecnica.
In questo tratto del biellese sono localizzate 482 aziende zootecniche che, se pure ridotte numericamente rispetto al 1982 in cui erano 656, conducono l'allevamento di 4.162 bovini , 1.216 ovi-caprini, 194 suini.
Importante è l'allevamento della "pezzata rossa Oropa", la foraggicoltura, la produzione del latte e quella casearia.

Nella fascia montana compresa tra Pollone e Donato vi sono poco meno di 200 alpeggi tra i più belli del biellese; si trovano tutti a quote superiori ai 1000 metri. Alcuni sono raggruppati in aree che assumono la connotazione di veri insediamenti (le Salvine di Graglia e di Muzzano, le Piane di Donato, le Costa Grande di Netro).

Diverse caratteristiche ha la struttura socio - economica dei quattro Comuni della Serra.

L' agricoltura e l' artigianato sono stati, fino alla metà del Novecento, le attività prevalenti delle comunità della Serra. La coltivazione e la lavorazione della canapa e l'edilizia erano i settori maggiormente sviluppati e dotati delle professionalità più qualificate. In seguito, a causa della posizione geografica a cavallo tra il polo industriale eporediese e quello di Mongrando, della debole infrastrutturazione, le migrazioni verso Ivrea e Mongrando hanno prevalso sulla possibilità dello sviluppo occupazionale locale.

Nei Comuni della Serra sono disponibili non più di 250 posti di lavoro su circa 1600 abitanti, dei quali quasi 600 in condizione professionale.

A prevalere è il lavoro autonomo nell'artigianato e nei servizi, mentre gli occupati nell'agricoltura non superano le 65 unità.

La Comunità Montana si distingue per le risorse ambientali, culturali e turistiche e per la volontà degli amministratori di unire in un unico progetto lo sviluppo del tessile, della zootecnia, dell'artigianato.

L'attrazione, ancora forte sul finire degli anni '70 e agli inizi degli anni '80, dei poli di Biella e di Ivrea e della pianura si è molto attenuata a causa della crisi che ha investito sia il sistema industriale biellese sia quello eporediese.

Lo scarto esistente tra posti di lavoro (2.563) e la popolazione attiva (4.028) indica che esiste ancora un flusso di forza lavoro in uscita stimato tra 1.000 e 1.500 unità, indirizzato verso Biella, Mongrando e Ivrea.

Permane un saldo negativo tra i posti di lavoro disponibili e la popolazione attiva.

I posti di lavoro sono ripartiti all'interno della Comunità Montana in questo modo:

  • Pollone-Sordevolo: 50%;
  • Muzzano-Graglia-Netro-Donato: 35%;
  • Sala Biellese-Torrazzo-Magnano-Zimone: 15%.

Nell'area Pollone-Sordevolo prevale il lavoro dipendente da imprese; nell'area Muzzano-Graglia-Netro-Donato il lavoro autonomo è superiore al lavoro dipendente con una significativa presenza del lavoro nel campo agricolo e zootecnico; nell'area dei Comuni della Serra predomina il lavoro autonomo e non è particolarmente significativo il lavoro nel settore agricolo e zootecnico.