Alta Valle dell'Elvo

Cultura locale

Donato

Donato è un piccolo borgo di 719 abitanti, situato in collina a 711 m sul livello del mare ai piedi del Mombarone. Si trova ai limiti occidentali del territorio biellese e confina con i Comuni di Netro, Mongrando, Sala e con i Comuni di Chiaverano e di Andrate della Provincia di Torino.
Tra i percorsi panoramici si segnalano: Donato - Sala, il Ponte Vecchio verso il torrente Viona, il Tracciolino che collega Donato a Oropa, Donato - Pian Bress - Colma del Mombarone (2372). Ottima è la vista sulla morena della Serra, che permette di apprezzare il succedersi dei vari cordoni morenici, dal più vecchio (da San Michele di Mongrando) al più recente (verso la piana di Ivrea). Dal punto di vista artistico si possono ammirare: la chiesa barocca dedicata alla Madonna del Carmine del XVI secolo; un affresco del XV secolo in una piccola cappella vicino alla chiesa parrocchiale della frazione Ceresito dedicata a S. Giovanni Battista; la chiesa del XVI secolo dei S.S. Orso e Antonio da Padova in frazione Casale.

Graglia

Il Comune di Graglia, il più esteso della Comunità Montana Alta Valle Elvo, grazie ai suoi 20.28 Kmq, è composto dalle frazioni di Merletto Santuario e Vagliumina e varia dai 474 m di quest' ultima frazione ai 2.372 m della Colma del Mombarone.
È un Comune montano che conta circa 1.630 abitanti variamente distribuiti lungo tutto il vasto territorio che confina a nord-ovest con la Valle d'Aosta e la Provincia di Torino, rispettivamente con i Comuni di Sordevolo e Muzzano, a sud-est con Camburzano e Mongrando e a sud-ovest con Netro e Donato.
Artisticamente parlando, il complesso mariano del santuario di Graglia, iniziato nel 1659 e ultimato nel 1860 per le offerte dei fedeli, è il secondo santuario del Biellese dopo quello di Oropa.
Da segnalare la chiesa parrocchiale di S. Fede del XVI secolo, la confraternita di S. Croce del 1639 nella Piazza Astrua e il piccolo santuario della Madonna della Neve in località Campra.
Tra le antiche tradizioni gragliesi, quella più suggestiva è rappresentata dalla processione degli Incappucciati la sera del Venerdì Santo con il corteo dei confratelli che si snoda lungo le vie del paese.
Presso il santuario di Graglia si tengono nel corso dell'estate una serie di concerti a cura dell'Associazione Giovanile Musicale sezione di Biella con la direzione artistica di Elena Ballario.

Magnano

Il Comune di Magnano, 543 m e una superficie di 10.47 Kmq, si trova ai limiti occidentali della zona biellese. Confina a ovest con i Comuni di Bollengo, Palazzo Canavese, Piverone in Provincia di Torino, a nord con il Comune di Torrazzo, a est con quello di Zubiena e a sud con i Comuni di Cerrione e Zimone. 380 sono gli abitanti che oltre al capoluogo comprende le frazioni di Broglina, Piletta e San Sudario e diversi nuclei abitativi sparsi su tutto il territorio.
Anticamente il paese di Magnano sorgeva intorno alla chiesa di S. Secondo, feudo dei Vescovi di Vercelli e le notizie più antiche risalgono al 1166, quando gli artigiani del ferro, chiamati appunto magnan, gestivano le forniture ai canonici della Cattedrale di Vercelli.
Dal punto di vista artistico si segnalano il Ricetto (uno dei pochi ricetti collinari), edificato nel 1204 per difendere i confini occidentali del Canavese; la chiesa di San Secondo di fondazione benedettina, le cui origini risalgono alla prima metà del sec. XI.: il campanile della chiesa è uno dei più significativi esempi di arte romanica.
Magnano è famoso anche per il suo Golf Club "Le Betulle", un campo di 18 buche tra boschi di betulle, tra i migliori d'Italia.
Di interesse culturale è il Festival di musica antica, una serie di concerti che si svolgono nei mesi estivi, collegati a corsi di musica antica, tenuti dall'ideatore e fondatore della fondazione Bernard Brauchli.

Muzzano

Muzzano, esposto a levante, è ricchissimo di punti panoramici sia sulla pianura sottostante sia verso la montagna e il monte Cuchello (m. 612). Altro caratteristico belvedere è la zona di "Salvina", ampi pascoli che sovrastano la strada panoramica del Tracciolino, a nord della frazione di Bagneri. A lato del paese scorre il torrente Elvo, le cui acque ricche di oro hanno dato origine alla leggenda celtica del "Roc delle Fate".
Dal Mombarone nasce un altro corso d'acqua legato alla leggenda: la Janca. Alla confluenza della Janca con l'Elvo sorgeva un antico rudere (oggi scomparso), chiamato "mulino dei Saraceni", mentre alcune cavità lungo le sponde dell'alto Elvo erano note con il nome di "forno dei Saraceni" e una roggia detta "dei Saraceni" costeggiava la strada verso Bagneri (oggi interrata).
Queste tracce sulla presenza dei Saraceni in zona appaiono poco attendibili, anche se è certo che percorressero la via Franchigena della Valle di Susa.
Le origini storiche di Muzzano si devono alle guerre combattute dai Romani contro le tribù dei Salassi (popolo stanziatosi in Valle d'Aosta sino a Ivrea) e dei Vittimuli (di origine celtoligure) insediatisi nella Bessa per estrarre l'oro nelle "Aurofodinae", miniere a cielo aperto.
Le prime notizie che si hanno compaiono in due diplomi datati 964 e 967, in cui il luogo è registrato sotto il nome di Mutiatum.
Le prime notizie di Bagneri si hanno da una mappa catastale del 1640, da cui emerge come la pianta del paese non sia mutata nel tempo.

Netro

Netro sorge a un'altitudine di circa 600 m su un rilievo collinare lungo la Provinciale che collega Biella a Donato e riunisce, sotto un unico Comune, anche le frazioni di Castellazzo e Colla, oltre a numerose piccole borgate.
Dal tempo dei Celti al Cinquecento Netro fu scelta come roccaforte difensiva per la sua posizione strategica.
Alcune rare testimonianze raccontano la storia millenaria di questo centro: l'altare druidico e le incisioni rupestri nei pressi dell'Alpone, le numerose chiese, alcune di grande pregio architettonico, e ancora le antiche fabbriche, i cascinali, il mulino a acqua della Cerea tutt'oggi funzionante, il Teatro Sociale costruito all'inizio del 1900.
Tra i monumenti si ricordano la chiesa romanica del Cimitero, di fondazione altomedioevale (XI-XII secolo), al cui interno sono conservati affreschi di primo Quattrocento, restaurati insieme all'intero edificio. La chiesa di S. Rocco, sconsacrata, fu costruita nel 1599 come ex voto a S. Rocco, in occasione di un'epidemia di peste.
Caratterizzata da un'economia rurale, Netro si è distinta per un'antica tradizione nella lavorazione del ferro, dalla produzione artigianale di attrezzi da lavoro all'attività della Officine.
Da non dimenticare la bellezza dei panorami che si possono ammirare percorrendo i sentieri. Partendo dal centro del paese, le direzioni consigliate sono: Netro-Cerea-Castellazzo; Netro-Cressano-Santuario di Graglia; Netro-Fonderia-Colla; Netro-Bossola (da Campiglia o da Creta/Mollie).

Pollone

Pollone, centro montano nelle alpi biellesi a 650 m con 2166 abitanti, dista da Biella circa 7 Km. Il paese è immerso nel verde ai piedi dei monti, tra i quali primeggia il Monte Mucrone, alto 2335 m., sulla cui cima dal 1898 è stata collocata una grande croce di ferro.
Sordevolo-Prera e Oropa sono i ritrovi di partenza per raggiungere il rifugio Delfo e Agostino Coda a m. 2280, rifugio del C.A.I. costruito nel 1947 su iniziativa della famiglia Coda.
Una delle maggiori attrattive della regione è il Parco della Burcina di 50 ha circa, iniziato nel 1845 da G. Piacenza e gestito dal Comune di Biella dal 1935. Lungo la rete dei sentieri si possono osservare varietà di fiori (i rododendri) e di piante (le sequoie e i sugheri).
Nel 1959 furono ritrovati alcuni reperti, ora custoditi nel museo di Biella, risalenti all'età del Bronzo e alla prima età del Ferro tra la fine del V e l'inizio del IV secolo a.C..
Degne di nota la chiesa parrocchiale di S. Eusebio prete, risalente al XVI secolo, custodisce lo zaino del beato Pier Giorgio Frassati (1901-1925); la chiesa della SS. Trinità del XVIII secolo con affreschi di Lorenzo Delleani, unico dipinto sacro dell'artista.
Situato in fondo al rione Cangio, l'oratorio di S.M. delle Grazie, costruito nel 1606, mantiene intatta la struttura originaria. L'oratorio dei S.S. Barnaba-Bernardo e Grato, costruito nel 1662 sulla cima della collina di S. Barnaba, visibile da tutto il paese, ha conservato la sua forma primitiva con basso presbitero e con la navata ricoperta da tavolati dipinti sorretti da capriate. Da tre lati è circondata da un porticato, singolare il campanile a vela sul lato sinistro.

Sala Biellese

Sala Biellese è un antico centro abitato, posto su uno dei cordoni morenici della Serra; la sua frazione, Bornasco, conosciuta per la preparazione di torcetti, conta circa 600 abitanti su una superficie di 809 ha. Confina con Chiaverano (Provincia di Torino), Donato, Mongrando, Zubiena e Torrazzo.
Per alcuni è di origine franca, dal titolare della sua antica chiesa, S. Martino protettore dei Franchi; per altri invece l'origine risale all'epoca longobarda, come suggerisce il nome stesso.
Le prime notizie circa l'esistenza del paese si hanno in alcuni documenti del XI sec. che ricordano la fondazione dell'antica abbazia romanica dei Santi Salvatore e Giacomo della Bessa, unica abbazia benedettina del Biellese. All'interno sono ancora visibili due affreschi, il più grande dei quali raffigurante S.Critoforo, che risalgono al XII sec.
La chiesa parrocchiale dedicata a San Martino è un rifacimento settecentesco di una costruzione romanica, di cui restano interessanti affreschi. La balaustra in marmo e pietra è stata scolpita nel 1779 da Carlo Guglielminotti.
Altri edifici di particolare rilievo sono la torre campanaria di epoca medioevale e il santuario della Madonnina, dove si conserva l' affresco raffigurante l'Annunciazione, realizzato dal pittore Gaspare di Ponderano nel 1494.

Sordevolo

Sordevolo è un piccolo paese di 1310 abitanti ai piedi del Mucrone (650 m. s.l.m.). Ricco di acque e di malghe verdissime, è custode di antiche tradizioni: religiose, contadine, gastronomiche.

Torrazzo

Torrazzo sorge su un territorio di origine morenica, a 622 m sulla sommità della dorsale est-ovest della Serra con una superficie di 5.80 Kmq.
Le origini di Torrazzo, il cui nome deriva dalla presenza di una torre-fortilizio a difesa della zona, sono antichissime: fu avamposto dei Salassi, popolo ostile ai vicini Ittimuli che la circondavano da Sala a Magnano. In epoca feudale dipese dai vescovi di Ivrea, con tutto il Canavese, contrapposto ai vescovi di Vercelli che governavano i paesi biellesi.

Zimone

Il paese è situato all'estremità della Serra Morenica, al confine tra il Biellese e il Canavese.
Le sue origini sono da ricercare all'inizio del primo millennio con la fondazione di una Cella Benedettina detta di San Michele. Con il passare degli anni furono costruite altre chiese che ancora oggi portano i nomi di San Rocco, San Grato e San Giorgio (la più recente e l'attuale chiesa parrocchiale del paese).
Si coltivano cereali, foraggi, ortaggi e uve per vini rossi e bianchi, tra questi sono molto rinomati: il "Passito" e l' "Erbaluce". La coltivazione della vite fu voluta dai frati benedettini che si erano insediati nella Cella del Bellino.
Tra le iniziative per far conoscere meglio il territorio è da ricordare la "Stra-zimone", gara podistica che percorrere tutti i vecchi sentieri che collegano fra loro i centri limitrofi.