Bassa Valle dell'Elvo

Sviluppo e investimenti

Le industrie sono presenti in numero esiguo nei Comuni di Mongrando, Occhieppo Inferiore e Occhieppo Superiore, mentre sono assenti nella zona montana della Comunità.

Anche il settore dei servizi terziari è scarsamente sviluppato e l'attività turistica modesta.

Gli amministratori locali perseguono una politica di rilancio dell'area, sia dal punto di vista ambientale sia da quello delle produzioni tipiche.
L'industria di punta è quella del comparto tessile e meccanico, che utilizza una manodopera professionalmente qualificata.

I settori dell'artigianato e del commercio hanno visto la riduzione del numero degli occupati, mentre nel settore del turismo si stanno sviluppando iniziative e promozioni che costituiscono il primo passo verso la fine dell'isolamento della zona.
Grazie alla azione Gal Valle Elvo (programma comunitario Leader II), sono sorti bed & breakfast, che hanno aumentato il numero di occupati nel settore e fornito una maggiore disponibilità di posti letto nell'area.

La zootecnia gode di buone prospettive specie nelle fasce montane più elevate, ma profondi mutamenti sono in atto nella trasformazione dei modelli gestionali e nell'evoluzione della produzione casearia.

Nel 1999 è sorta la Cooperativa Agricola Valle Elvo (di cui la Comunità Montana è socio fondatore), da cui è nata l'idea di realizzare una struttura che creasse i presupposti per il mantenimento del presidio agricolo e zootecnico della Valle Elvo, senza snaturare le produzioni tipiche della montagna. È nata così la cooperativa di produttori Caseificio Valle Elvo, che ha sede nel Comune di Occhieppo Superiore. Tome, Maccagni e prodotti freschi di montagna come Sordevolo, Fresco Valle Elvo, Ricotta e Tumin dal Fen sono realizzati in modo moderno mantenendo i sapori antichi.

Contemporaneamente si procede per la valorizzazione della toma biellese, il recupero del germoplasma di melo, la valorizzazione della patata e la caratterizzazione del formaggio Maccagno.

Utilizzando il programma Leader II si cerca la possibilità di utilizzare al meglio la carne e la lana di pecora biellese.
Per agevolare gli allevatori, il Gal Valle Elvo ha attivato un progetto di collaborazione transnazionale con partners spagnoli, sardi e marchigiani per individuare un utilizzo alternativo della lana biellese, ritenuta per legge un rifiuto nocivo.