Tutta la fascia montana del biellese è sede di una antichissima tradizione di lavorazione tessile e meccanotessile.
Nelle vallate orientali dello Strona e del Sessera all'inizio dell'Ottocento si è sviluppato il primo e più importante "sistema di fabbrica" tessile laniero a livello nazionale.
L'itinerario ideale parte da Biella, risale parte della Valle Cervo sede un tempo di cappellifici, raggiunge Zumaglia e Pettinengo - dove invece si è sviluppata l'industria della maglieria - e entra, attraverso il Valico di Banchette, nella Valle Strona di Mosso, vera culla dell'industria biellese.
Nella zona tra Mosso e Trivero, luogo di appartenenza delle più importanti famiglie laniere (Sella, Reda, Zegna, Fila, Rivetti, Ormezzano, Botto) le presenze storiche si affiancano a nuovi e moderni insediamenti produttivi.
L'itinerario di archeologia industriale si conclude a Biella scendendo la Valle Strona verso Cossato.
I dati del censimento ISTAT 1991 confermano una variabile di questo territorio: la fascia più densamente popolata è quella pedemontana, che corre lungo la direttrice ovest/est che da Lessona porta a Biella attraverso Cossato, Valdengo e Vigliano Biellese. Di rilievo l'incremento di Cerreto Castello (+50,26%) e di Quaregna (+8,18%). Strona, Mezzana Mortigliengo si confermano fra i poli di maggiore incremento residenziale, insieme a Casapinta e Curino. Crosa - che negli anni '70 aveva registrato una flessione - torna a saldi positivi.
I dati ISTAT dal 1992 al 1999 evidenziano una leggera crescita del numero di residenti nei Comuni compresi nella Comunità Montana. L'incremento di nuovi residenti avviene a partire dal 1995. Soltanto per i Comuni di Curino e di Mezzana si registra un trend negativo.
L'attività economica che riveste maggiore importanza è la manifatturiera, assorbendo il 52,3% della popolazione attiva; il settore commercio coinvolge il 13,9% della popolazione e quello delle costruzioni il 7,7%.
Il comparto agricolo occupa il 2% della popolazione attiva.
I servizi occupano la restante parte del 24,1%.
Si conferma anche il dato della disoccupazione, che vede un divario fra quella giovanile (13,09%) e quella complessiva (6,4%).
Quest'area rappresenta il cuore dell'industria tessile e meccanotessile, perno del distretto industriale.
Per ciò che riguarda l'industria tessile i punti di forza risultano essere: un prodotto di qualità, un'immagine consolidata, una varietà dell'offerta; mentre i punti di debolezza riguardano: la limitata innovazione e l'insufficiente ricerca, la scarsa percezione dei gusti del consumatore.
La situazione colpisce anche il meccanotessile, in cui si è registrato un ridimensionamento per tutti i comparti, ad eccezione delle macchine per la tessitura e di quelle per il lavaggio a secco e a acqua. Sul mercato interno, a esclusione delle macchine per filatura (per le quali gli ordini sono aumentati), gli altri settori sono in calo o in una situazione stazionaria, come le macchine per finissaggio. Una battuta d'arresto è stata subita dai macchinari per maglieria, ma il vero tracollo è stato quello delle macchine per filatura e tessitura laniera.
La tendenza registrata in questi ultimi anni è la forte diminuzione del numero di aziende agricole e la conseguente riduzione della superficie utilizzata.
Relativamente all'uso produttivo del suolo si rileva un aumento delle superfici a cereali dovuto alle aziende di medie e grandi dimensioni localizzate nel Comune di Curino. Una generalizzata diminuzione di superficie caratterizza tutte le altre categorie di utilizzazione del suolo.
Da segnalare una significativa presenza di superficie vitata nei Comuni di Vigliano, Curino, Lessona e di Casapinta.
La zootecnia rappresenta il principale indirizzo produttivo del settore, nonostante il forte ridimensionamento aziendale.
Le aziende di pianura sono una ventina e di queste la metà presenta una buona base produttiva. Di maggiore precarietà appaiono invece le aziende di minori dimensioni.
