Prealpi Biellesi

Cultura locale

Casasapinta

Il Comune si snoda lungo la strada che dal Mortigliengo conduce a Masserano. Il toponimo deve il suo nome a "casa dipinta": così è citato in documenti ecclesiastici del 1606, quando ancora la sua storia si identificava con quella del Comune di Mortigliengo, da cui si staccò nel 1627 per condividere le sorti del Marchesato di Mortigliengo e Trivero sino al 1720. Due anni dopo il Marchesato passò a Giacomo Aurifredi, direttore delle Gabelle. Nell'Ottocento Casapinta fu interessata dall'emigrazione verso la Svizzera, la Francia e gli Stati Uniti; quelli che rimasero trovarono occupazione nella industria di serrature, "i seraie".
Al centro del paese sorge la Parrocchiale di S. Lorenzo (XVII secolo), al cui interno degna di nota è la tela del Martirio di S. Lorenzo, opera di Guglielmo Ciardi (1865).

Cerreto castello

Il Comune di Cerreto Castello conserva la sua parte più antica su una collina di vitigni, mentre la zona legata alla produzione e alla edilizia abitativa si trova lungo la parte pianeggiante percorsa dalla strada provinciale Cossato-Biella.
Il toponimo trae origine dal cerro ora scomparso dalla flora locale, ma anticamente diffuso.
Fino al 999 Cerreto Castello era parte del Comitato di Vercelli, quando fu donato ai vescovi di quella stessa città. Nel 1165 il vescovo Uguccione lo diede in feudo a Corrado Avogadro di Quaregna. Nel 1404 gli Avogadro di Cerreto e Quaregna prestarono fedeltà al conte di Savoia Amedeo III. Gli Avogadro rimasero signori di Cerreto sino alla soppressione del feudalesimo.
La parte alta del Comune è dominata dal vecchio castello degli Avogadro, che conserva il torrione originale.
Nella Villa Rosazza sono ospitati preziosi affreschi di Fabrizio Galliari. La Parrocchiale di S. Tommaso, rimaneggiata nel '600, mostra l'antico campanile romanico.

Cossato

L'origine di Cossato è romana: ne sono testimonianza i ritrovamenti di embrici, cocci, lucerne facenti parte di un corredo funerario del II sec. d.C.
Nel XI secolo Cossato passò in possesso dei Bulgaro fino al 1153, quando Federico Barbarossa diede Cossato in feudo ai figli di Filippo e Manfredo De Bulgaro. Alla fine del XII sec. Cossato passò agli Avogadro. Successe un periodo di dominazione sabauda contraddistinto da frequenti lotte, distruzioni pesanti e sanzioni tributarie.
Dopo la pace di Chateau-Cambresis il Comune poté godere di relativa tranquillità, sino all'arrivo delle truppe spagnole nel 1644 e 1649, che portarono un periodo di ulteriore instabilità. Seguì un periodo di pace durante il quale il feudo fu nelle mani di due soli Avogadro: Ugo Sforza e Giovan Battista di Cerriore.
Durante la dominazione napoleonica Cossato entrò a fare parte del Dipartimento del Sesia mentre nell'Ottocento la città fu coinvolta nel processo di industrializzazione tessile e laniero.
Al centro del Capoluogo sorge la Parrocchiale di S. Maria Assunta, una struttura medioevale rimaneggiata più volte al cui interno vi sono alcune opere lignee dei sec.VII e XVIII. L'opera pittorica più pregevole è la tavola dell'assunta di Bernardino Lanino.
Merita una visita la frazione di Castellengo per le testimonianze di arte medioevale e rinascimentale nel castello e nella chiesa parrocchiale.

Crosa

Deve il suo nome a un crocevia obbligatorio di strade anticamente percorse per la transumanza, detto "la Crosa". Per l'importanza del luogo nacque in questo punto intorno al XIV sec. un fiorente mercato, che creò scontri e vertenze giuridiche tra le comunità di Biella e Mortigliengo, a cui Crosa apparteneva, risoltesi nel 1496 a favore dei Mortigliengo.
Crosa divenne Comune indipendente nel 1627 e la sua storia successiva non si discosta da quella di Mortigliengo. Dopo i signori di Wilcardel, si successero gli Aurifredi sino al 1798, anno in cui l'ultimo erede non ne richiese più l'investitura.

Curino

Il Comune è costituito da una serie di numerosissime frazioni disseminate soprattutto sulla cima La Guardia e sulla cima La Colma.
Le difficoltà ambientali, la mancanza di industrie, gli insufficienti redditi agricoli sono stati le cause di forti correnti migratorie verso la Francia, la Svizzera e gli Stati Uniti.
Quirinus o Curia quirini compare nelle carte di donazione ai vescovi di Vercelli nel 1146 e 1152. Nel 1243 Curino fu oggetto di una cessione da parte del legato pontificio Gregorio di Montelugo al Comune di Vercelli. Seguì un periodo di dominazione dei Fieschi e successivamente dei Ferrero-Fieschi. Nel '700 il Comune entrò a fare parte dello Stato Sabaudo.
Nella Parrocchiale di S. Maria vi sono ancora vetrate originali del XVII sec., la chiesa è un rifacimento seicentesco della costruzione romanica di cui si conservano la parte inferiore dell'abside e il campanile.

Lessona

L'antichità dell'abitato è provata da una lapide funeraria romana del II sec. d.C., ora murata in canonica. Il reperto costituisce il più antico documento dell'arte laniera: appartiene a un "sagario" (tessitore).
In epoca feudale il territorio fu proprietà di Guala di Casalvolone, dal cui figlio ebbero origine gli Avogadro. Alla fine del XII sec. passò ai vescovi di Vercelli e in seguito ai Savoia. Dal 1629 i Barassi ne ebbero la giurisdizione sino alla soppressione delle feudalità.
Sul più alto dei colli sorge la Parrocchiale di S. Lorenzo, il cui altare maggiore, in marmo policromo del XVIII sec., è ritenuto il più prezioso delle chiese biellesi. Di notevole interesse sono gli affreschi cinquecenteschi dell'Oratorio dei SS. Fabiano e Sebastiano, come pure la Rettoria di S. Gaudenzio, risalente all'alto medioevo e che conserva nell'abside romanica tracce di affreschi trecenteschi.

Masserano

Di origine pre - romana, nel 1400 il paese assurse a Contea, poi Marchesato, infine Principato divenendo un feudo Pontificio, comprendente il Marchesato di Crevacuore, che fu sottoposto alla casa dei Ferrero Fieschi, imparentati col Vescovato di Vercelli.
Masserano rimase per secoli la capitale economica del Biellese Orientale: erano fiorenti l'agricoltura, l'allevamento del bestiame e la viticoltura; la qualità e la fama del "Vino di Masserano" sono attestati da una serie di documenti che risalgono al secolo XI.

Mezzana Mortigliengo

La storia documentata di Mezzana Mortigliengo parte dagli anni 1000. Nel XIII si costituì come Comune autonomo fino al 1379, quando si sottomise ai Savoia. Nel XV secolo l'importanza economica di Mortigliengo è provata dal riconoscimento dei privilegi di mercato, macello, amministrazione della giustizia.
Nel 1619 i Savoia elessero Mezzana Mortigliengo a Marchesato, che comprendeva i cinque cantoni di Mortigliengo, Soprana, Casapinta, Strona, Crosa.
Negli ultimi anni è stato istituito il "Museo Laboratorio del Mortigliengo" per preservare la memoria della civiltà contadina.
Nella frazione Bonda, luogo natio del pittore Celso Tempia, esiste una vera e propria galleria d'arte all'aperto: un punto di incontro tra artisti che, fino dal 1954, hanno arricchito con i propri dipinti e sculture i muri delle case, rendendole uniche nel panorama artistico biellese.

Piatto

Il Comune di Piatto sorge nel cuore delle colline biellesi, immerso tra gli alberi da frutto che lo resero famoso come "patria delle mele di nobile chiatta".
Storicamente fece parte del Comune di Broglio sino al 1624, quando riuscì a riscattare l'indipendenza. Come feudo appartenne agli Avogadro di Quaresca, che vi rimasero sino al 1618, quando passò alla famiglia Scaglia fino al 1722. L'anno seguente Piatto fu eletto a Contea sotto i Falletto, che lo governarono sino alla soppressione della feudalità.
La Parrocchiale fu completamente abbattuta e ricostruita nel 1718. Della struttura primitiva rimane la parte inferiore del campanile romanico. All'interno si possono ammirare l'altare maggiore in marmi policromi della seconda metà del '700 e la tavola di scuola vercellese del XVI sec. rappresentante la Madonna con S. Michele, S.Giovanni Battista e il committente.

Quaregna

Le origine del paese sono romane: lo attesta il ritrovamento agli inizi del '900 di alcune monete imperiali risalenti al II sec. d.C. Condivise le sorti di Cerreto Castello passando dal Comitato di Vercelli alla giurisdizione dei vescovi della stessa città per donazione degli Imperatori di Germania. Gli Avogadro, che assunsero la denominazione di Quaregna, rimasero signori sino alla soppressione del feudalesimo.
Nella Parrocchiale di S. Martino è conservata una tavola di Raffaele Giovenone del 1582, rappresentante la Vergine, i SS. Giovanni Battista e Martino e angeli.
Quaregna è la patria di quel ramo degli Avogadro da cui discese il celebre fisico e chimico Amedeo (1776-1856), fondatore della teoria atomico-molecolare.

Strona

Strona fu uno dei cinque Cantoni che componevano il Comune di Mortigliengo sino al 1627, anno in cui divenne indipendente, insieme a Casapinta, Crosa, Mezzana e Soprana.
La Parrocchiale, dedicata alla natività di Maria, fu molto rimaneggiata nei secoli passati: l'attuale struttura barocca risale al XVIII secolo. All'interno sono conservati: un settecentesco dossale del rosario, la balaustra in marmi policromi, opera del 1774 di Francesco Giudice , gli affreschi di Pietro Vallata di Celio dell'altare maggiore rappresentanti l'Assunzione di Maria. In una nicchia a destra dell'altare è stata collocata la Madonnina di Strona, affresco di scuola gaudenziana della seconda metà del XVI sec., mentre in sagrestia è custodito un prezioso paramento d'arte francese del '600.

Valdengo

Valdengo era già un centro in epoca romana: verso la fine dell'Ottocento sono stati ritrovati vasi funerari a testimonianza di una necropoli romana risalente al II-III sec. d.C. Alcune di queste urne sono state trasferite al Museo Civico di Biella e al Museo di Antichità di Torino.
Il toponimo, con il tipico prefisso in "vald", che riporta al termine germanico di foresta o al nome di persona Walding, testimonia di una successiva rifondazione del paese a opera di popolazioni germaniche.
Delle alterne vicende che si sono intrecciate a Valdengo rimane il castello, simbolo della storia del feudo dagli anni intorno al 1000 in poi.
Si alternarono Astolfo di Valdengo, Guala di Casalvolone e le famiglie Avogadro, che si sottomisero ai Visconti e che alla morte di Gian Galeazzo consegnarono Valdengo ai Savoia. Dopo i saccheggi a opera degli spagnoli e le pestilenze, nel 1792 Valdengo divenne contea a favore di Luigi Avogadro di Valdengo.
Dell'originaria struttura del castello rimangono la porta di ingresso, la torre di vedetta e parte delle mura settentrionali.
La Parrocchia di S.Biagio, patrono del Comune, risalente nella sua attuale struttura al 1600, custodisce una tavola di scuola del Lanino e lavori di intaglio ligneo del XVII sec., in particolare la porta scolpita nel 1670, il coro, il pulpito, il fonte battesimale.

Vigliano biellese

La storia di Vigliano è legata a quella di Valdengo, sino dai tempi dell'insediamento romano, chiamato Avillanum. Il ritrovamento di fondamenta attesta l'insediamento intorno al II sec. d.C. Nel medioevo era parte del Comitato di Vercelli, fino alla morte di Bosone. Allora i diritti furono ereditati dai discendenti di Manfredo conte di Orleans: Manfredo di Milano e Guadalberto di Casale, dai quali nacquero le casate di Valdengo e di Vigliano. Passò in seguito a Guala di Casalvolone, ai Bulgaro, ai Vialardi e a Dongiovanni di Vercelli, capostipite degli Avogadro. Vigliano divenne contea nel 1792 con Luigi Avogadro conte di Collobiano. A partire da fine '800 Vigliano è stato interessata dall'industrializzazione: fu qui che nacque nel 1905 il primo opificio per il lavaggio e la pettinatura della lana in Italia.
Tra le ricchezze artistiche di Vigliano, si ricorda l'altare ligneo della Madonna del Rosario, secentesco come il campanile.
Nella frazione Valle Superiore sorge l'Oratorio di S. Lucia, del '500, sotto il cui atrio si trovano affreschi e disegni monocromi attribuiti a Vincenzo Costantino; sull'altare maggiore è esposta la Deposizione della scuola del Lanino.