Valli Po, Bronda e Infernotto

Introduzione

Le valli Po, Bronda e Infernotto sono un intreccio tra passato e presente, realtà e leggenda.
Presso Pian del Re ai piedi del Monviso nasce il Po, il fiume più lungo d'Italia.
Il Monviso ha fatto parlare di sé fin dall'antichità. Il Vesulus, suo nome d'origine, è stato citato da grandi personaggi come Virgilio, Plinio il Vecchio, Dante Alighieri e Petrarca.
La denominazione Monviso fu usata tra i primi da Leonardo da Vinci nel 1511, che informato della presenza di un bellissimo marmo nelle cave del Monbracco, si sarebbe recato fin qui per vederlo.

Lungo la Valle Po possiamo trovare antiche testimonianze: le incisioni rupestri di Bric Lumbatera e del Mombracco, il "Buco di Viso" primo traforo delle Alpi costruito nel 1480 per facilitare la comunicazione con la Francia, i rifugi del Monviso con l'Alpetto che è stato il primo rifugio costruito dal Club Alpino Italiano, Revello e il suo centro storico, monasteri, abbazie e beni artistico-religiosi inseriti nel circuito culturale Mistà.

Le tre valli offrono sentieri percorribili a piedi, in mountain bike o a cavallo.
A caratterizzare la zona vi è una curata produzione eno-gastronomica, che nasce da un profondo legame con la tradizione.
La Valle Po, oltre alle bellezze ambientali, può vantare una tradizione artigianale nel settore del legno.
La Valle Bronda, con i suoi tre Comuni (Castellar, Pagno e Brondello), a pochi passi da Saluzzo tra le valli Po e Varaita, è considerata la capitale dell' agricoltura ecocompatibile: celebri sono le "mele della Valle Bronda".
Sulle stesse colline negli ultimi anni è rinata la produzione del vino Pelaverga, dell'omonimo vitigno, che si fregia del marchio Colline saluzzesi D.O.C.
La Valle Infernotto è celebre per lo gneiss, conosciuto anche come "pietra di Luserna" e la quarzite, utilizzate nell'edilizia e lavorate ormai a livelli industriali ma con metodi artigianali.

Per saperne di più:
www.vallipo.cn.it