Valle Varaita

Ambiente e territorio

La Valle Varaita offre in primo luogo le sue montagne: numerosi sono gli alpinisti che si avventurano sui sentieri e arrivano alle sue vette; altri provano il volo in deltaplano o in parapendio oppure tentano l'arrampicata sulle cascate di ghiaccio che hanno reso la Valle Varaita famosa in Europa.

Dal punto di vista naturalistico una delle principali caratteristiche è l' Alevè, termine occitano che significa bosco di pino cembro. Si estende oltre i 1500 m. di quota nei Comuni di Pontechianale, Casteldelfino e Sampeyre, a lato del Vallone di Vallanta che conduce al Monviso.

La sua importanza è determinata dal fatto di essere la cembreta più estesa nell'Europa meridionale.
All'interno del bosco dell'Alevè vivono alcune specie tipiche, come un piccolo gambero d'acqua dolce che popola le acque del Lago Bagnour e del Lago Secco.

Uno dei volatili ospiti del bosco è la nocciolaia, facilmente riconoscibile dal suo volo e dal suo richiamo, uccello importante per l'economia del luogo, perché contribuisce alla diffusione dei semi sul territorio.
Per quanto riguarda la fauna, numerosi sono gli ungulati: ai camosci che da sempre vivono qui, si sono aggiunti dal 2001caprioli, stambecchi e cervi.

Se ci si inoltra nei valloni di Bellino, Pontechianale e Chianale o Sampeyre (alcuni itinerari sono riportati sul sito della comunità montana), si possono osservare marmotte, scoiattoli, numerosi esemplari di aquila reale e di piante officinali.

La Valle ha una montagna che la sovrasta: è il Monviso.
Conosciuto dai Romani e citato da Dante nella Divina Commedia (Inf., XVI, 95), il Monviso (3841 m.) deve la sua fama al fatto di essere visibile da tutta la pianura piemontese, dalle valli cuneesi e dal versante francese del Queyras.
La sua vetta fu conquistata per la prima volta da W. Matheus nel 1861 durante un'ascesa di due giorni dal versante della Valle Varaita, salendo, dopo aver lambito il bosco dell'Alevè, lungo il Vallone di Vallanta (Pontechianale) e delle Forciolline.

Il primo scalatore italiano a raggiungere la vetta fu Quintino Sella il 12 agosto 1863 con tre guide locali; in questa occasione nacque l'idea di fondare il Club Alpino Italiano.

Il "giro del Monviso" è probabilmente il mini-trekking più frequentato dell'intero arco alpino occidentale.

Il giro, che tocca la Valle Varaita, la Valle Po e la Valle del Guil, consente di ammirare il Monviso in tutta la sua imponenza: dal triangolare versante settentrionale con il celebre scivolo di ghiaccio percorso la prima volta da Coolidge nel 1881, al versante occidentale affiancato dal "Dado" del Viso di Vallanta, alla parete orientale con la famosa cresta omonima caratterizzata dal Torrione di S. Robert.

Il regno del Monviso inizia a sud dalla Rocca Jarea, con la Costa Ale Lunghe, le Rocce Meano. Qui il paesaggio è quasi sempre aspro e severo, ma non mancano i laghi cristallini, i torrenti e le radure del bosco dell'Alevè.

Al di là del colle del Viso, nella discesa verso il Pian del Re appare il settore settentrionale del gruppo con le massicce Rocce Fourioun, affiancate verso sud dalla Punta Venezia, cui segue la piccola Punta Udine, collegata alla Punta Roma da una frastagliata cresta; la Punta Gastaldi precede il Visolotto e le caratteristiche Cadreghe.

Dall'Alta Valle Po si passa in territorio francese per il Colle delle Traversette o per lo storico Buco di Viso, primo traforo alpino realizzato a fine Quattrocento.

Percorrendo l'Alta Valle del Guil si vede il versante occidentale della costiera che va dalle Rocce Fourioun alla Punta Gastaldi; mentre verso sud ovest appaiono il Monte Losetta, in Valle Varaita, e il Monte Aiguillette.
Ritornati in Italia per il Passo di Vallanta, il paesaggio è dominato dall'imponente struttura del Monviso e del Viso di Vallanta a cui seguono la Costa Ticino, le Punte Corsica e Caprera, le Rocce di Viso, la Guglia della Forciolline e le Rocce Meano.

Il giro del Monviso pare sia stato scoperto dal professore inglese James David Forbes che lo compì per primo nel 1839 in compagnia della guida Rey di Abriès.
Il giro classico si compie normalmente in tre giorni e i punti di partenza possono essere Castello di Pontechianale per la Valle Varaita, Pian del Re per la Valle Po e il Belvédère du Viso per la Valle del Guil. Una delle varianti più interessanti è quella che attraversa il vallone di Soustra (Chianale di Pontechianale).
Può essere compiuto anche in inverno con gli sci da alpinismo in itinerari di più giornate e fermandosi presso i rifugi.

Bibliografia: G. BERUTTO, Il Monviso e le sue valli, Istituto Geografico Centrale, Torino, vol. 1, pagg. 235-250.