Valle Varaita

Cultura locale

La Valle Varaita oltre al suo ricco patrimonio di architettura rurale, conserva piccoli tesori d'arte.
A partire dal 1999 sono stati attuati numerosi interventi di restauro che hanno consentito la creazione di un itinerario culturale denominato "Mistà".

Dal 2001 esiste il Festival Mistà, rassegna di concerti con artisti riconosciuti a livello internazionale, che propongono la loro musica (classica, occitana, jazz) nei pressi dei principali luoghi di interesse artistico.

Il periodo storico, cui appartiene la maggior parte del patrimonio culturale locale, è il Medioevo, in particolare gli anni del dominio dei Marchesi di Saluzzo, grandi mecenati, che fino all'inizio del Cinquecento governarono le terre della Valle Varaita da Verzuolo e Costigliole fino al Comune di Sampeyre.
A questo periodo risale ad esempio l'affresco del "Cristo di Pietà", opera collocata nella cripta del Campanile di Costigliole S. e realizzata da Hans Clemer, meglio noto come Maestro d'Elva, per il suo capolavoro pittorico realizzato proprio nella Parrocchiale di Elva (CN), nella vicina Valle Maira.
Questo pittore fiammingo realizzò sempre a Costigliole un affresco con la Madonna tra Santi all'interno del Castello Rosso.

Di notevole interesse sono anche i dipinti di Pietro da Saluzzo, ospitati a Verzuolo nella antica parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo. Accanto alla parrocchiale sorge il campanile che risale per il primo piano al XI sec. e per gli altri quattro al XII. Sotto al campanile c'è una piccola cappella dove sono ancora visibili gli affreschi risalenti all'ultimo decennio dell'XI sec. e raffiguranti le storie di S. Nicola di Bari: si tratta di una delle testimonianze pittoriche più antiche della Provincia cuneese.

Nel Comune di Brossasco si incontra una cappella dedicata a S. Rocco con affreschi del primo Cinquecento attribuiti a Pascale Oddone.

Significativa è anche la parrocchiale di Sant'Andrea con un portale gotico del 1406, unico esempio di portale flamboyant in Provincia. Altro portale da segnalare è quello gotico della parrocchiale di Rossana, con decorazioni in cotto secondo lo stile francese, e un grande dipinto di S.Cristoforo (XVI sec.) che campeggia sulla facciata.
Nell'alta Valle, che non fece parte del Marchesato di Saluzzo, ma di uno dei quattro settori amministrativi della Repubblica degli Escartouns, furono i fratelli Biazaci a dominare la scena pittorica.

Le loro opere si possono ammirare, oltre che in una piccola cappella in frazione Chiot Martin a Valmala, nella parrocchiale di Sampeyre, di origine gotica, periodo a cui risalgono una piccola porta all'ingresso laterale e i capitelli di pietra scolpiti all'interno: qui i Biazaci dipinsero alcune scene della vita di Cristo di cui rimangono l'Adorazione dei Magi e la Madonna che allatta.

Altri dipinti, datati 1545, sono invece conservati nella parrocchiale di Isasca e raffigurano in basso gli Evangelisti e in alto una Annunciazione di più antico e diverso autore.

A Casteldelfino alcuni restauri hanno riportato alla luce all'interno della parrocchiale altri dipinti dei due fratelli databili alla seconda metà del Quattrocento.

Il borgo fu la capitale dell'Escartoun della Castellata e mantiene testimonianze del suo passato, tra cui i ruderi del castello costruito al di sopra della cappella di S. Eusebio, caratterizzata da un campanile a vela simile a quello di S.Antonio a Chianale.

Chianale, piccola frazione del Comune di Pontechianale, ospita oltre alle tracce dell'antico tempio calvinista, ben tre edifici religiosi, a testimonianza della forte azione di conversione durante la Controriforma. Il più antico è la cappella di S. Antonio, della metà del XV sec., che conserva capitelli in pietra e tracce di affreschi degli Angeli della Pietà.

A Chianale come nella Valle di Bellino, nota anche per l'antica parrocchiale di b.ta Chiesa, sono visibili alcuni esempi di architettura alpina: gli edifici presentano la tipologia originaria con tetti a lausas (lastre di ardesia), architravi e struttura portante in legno a vista e muratura in pietra; spesso anche le case private erano adornate da affreschi o sculture in pietra, i mores de peira (le teste in pietra) di probabile origine celtica.

Un discorso a sé meritano le meridiane, numerose soprattutto nel Comune di Bellino che ne conta una quarantina. Si tratta di quadranti risalenti per lo più al XVIII - XIX sec. con una tipologia occitana (quadrata con stilo polare) e motti in latino, francese e occitano.
(www.terredelmarchesato.it/bellinosolare/default.htm oppure www.vallevaraita.cn.it).

Il progetto Valades finanziato dalla L. 144/99 e altri interventi previsti dalla L.R. 4/00 prevedono l'allestimento di un museo del tempo e delle meridiane, inserito in una rete che include anche un museo dell'arpa, un museo dei muratori a Frassino, del costume a Chianale di Pontechianale, del mobile antico a Castello di Pontechianale, un centro di documentazione sulla religiosità popolare e sul bosco dell'Alevè a Casteldelfino.