Valle Maira

Ambiente e territorio

La Valle Maira ha un orientamento ovest-est (dalla sorgente allo sbocco nella pianura) e presenta caratteristiche ambientali e orografiche tipicamente alpine. Soltanto nel tratto inferiore, nei pressi della Città di Dronero, si apre un vasto altopiano che prosegue, senza soluzione di continuità, nella pianura cuneese.

Un'alta corona di monti la chiude a occidente, sul confine francese, e la delimita sia a sud, verso le valli Stura e Grana, sia a nord sullo spartiacque della Valle Varaita. Le cime principali superano i tremila metri (Chambeyron, Chersogno, Pelvo, ecc.) e sono tutte comprese nelle Alpi Cozie.

Nel torrente Maira, che si forma nel Comune di Acceglio, confluiscono molti corsi d'acqua secondari, alcuni anche di notevole lunghezza.

La Comunità Montana si estende all'intero territorio di quattordici Comuni dell'alto bacino idrografico del torrente Maira e comprende una parte del territorio di Busca.

Dal fondovalle una stretta strada ex militare accompagna lo spartiacque con la Valle Varaita dove il Colle di Sampeyre (2284 m), il Colle Birrone (1700 m) e il Colle della Bicocca (2285 m) collegano i due versanti.

Dal Colle d'Esischie (2370 m) si possono raggiungere agevolmente l'Alta Valle Grana (Castelmagno) e la Valle Stura (Demonte); mentre nel fondovalle tramite il colle di Montemale (961 m) si raggiungono Val Grana e poi Caraglio.

Le cime più importanti della Valle Maira sono il Monte Chambeyron (3389 m), il Monte Sautrun (3166 m), la Rocca La Meya (2831 m), il Gruppo Castello-Provenzale (2452 m), la Rocca la Marchisa (3071 m), il Monte Chersogno (3026 m), il Pelvo d'Elva (3064 m).

I fianchi della vallata sono ricoperti da boschi di conifere, particolarmente fitti sul lato destro orografico del torrente principale. Salendo si trovano cespugli e successivamente erbe d'alta quota. La fauna comprende camosci, marmotte, donnole e alcune specie di rapaci.Tutta la valle è attraversata dai Percorsi Occitani, che si snodano per una lunghezza di circa duecento chilometri in tredici tappe.

L'inizio dell'itinerario è situato nel Comune di Villar San Costanzo, dove si trova anche la Riserva Naturale "Ciciu del Villar".

Riserva Naturale Ciciu del Villar

Da Villar S.Costanzo, all'imbocco della Val Maira, una breve passeggiata conduce alla Costa Pragamonti, dove sono visibili molte colonne di terra sovrastate da un cappello di pietra, originate dall'azione erosiva dell'acqua: fantasiose sculture naturali che costituiscono il nucleo della piccola area protetta (42 ettari).

Frutto di fenomeni geologici di erosione, queste formazioni, scientificamente sono dette "piramidi di terra", ma sono chiamate "Ciciu" per il loro aspetto simile a uomini piccoli e tozzi (formazioni simili nel Delfinato sono dette "demoiselle coiffées", signorine con cuffia).

Se ne contano circa 120 - di diametro variabile da 1,5 ai 2 metri e un'altezza fino a 5 metri - in mezzo alla vegetazione formata da pioppi, betulle e castagni.

La loro origine risale a circa 12 mila anni fa, alla fine dell'ultima glaciazione. Con lo sciogliersi dei ghiacciai il torrente Faussimagna scendeva dal Monte S. Bernardo trascinando verso valle sabbie e terre rossastre, ricche di materiale ferroso. Frequenti scosse sismiche staccavano dal Monte S.Bernardo grossi blocchi di gneiss che franavano a valle.

Questi blocchi sono oggi i "cappelli" dei "ciciu", mentre le terre rosse, deposte dal Faussimagna, formano l'edificio delle piramidi. L'azione erosiva del Faussimagna, unita a quelle delle piogge che cadevano sul terreno, diede vita a queste curiose sculture naturali.

I ciciu nelle leggende locali hanno un'origine fantastica: miscredenti ostili alla Legione Tebana trasformati per punizione da San Costanzo; oppure il risultato di un sabba di streghe dopo un uragano.

La Riserva è visitabile seguendo alcuni sentieri segnalati e su richiesta si effettuano escursioni guidate.

A chi rivolgersi

Ente di Gestione dei Parchi e delle Riserve Cuneesi
Via S.Anna 34 - 12013 Chiusa Pesio (CN)
tel. 0171/73.40.21 - fax 0171/73.51.66