Due furono le epoche di maggiore splendore: il Medioevo e l'Età Sabauda.
- Il Medioevo
Come tutti i borghi medioevali Dronero era cinta da mura fortificate, parte delle quali è ancora oggi visibile verso il rio di Roccabruna o scendendo verso il Maira.
Una della antiche porte di accesso si apriva sul Ponte Vecchio, detto anche "del diavolo", costruito nel 1428.
Altri monumenti importanti da visitare sono: il foro frumentario e la chiesa parrocchiale di S.Andrea e Ponzio. - L'Età Sabauda
Gli edifici sorti all'inizio del dominio dei Savoia sono per lo più a carattere religioso, come la chiesa dei Cappuccini, la chiesa di Santa Brigida, la Confraternita del Gonfalone con all'interno l'esposizione permanente di arte sacra.
Si possono ammirare: il Palazzo dei Conti Voli, il Palazzo Savio, il Palazzo Allodi e case nobili quali Casa Blanchi di Roascio, Casa Valfrè.
L'abbazia di Villar fu fondata intorno al 712 d.C. da Ariperto II re dei Longobardi, con il duplice scopo di diffondere e rafforzare la presenza cristiana e di controllare e contenere eventuali avanzamenti dei Franchi. Distrutta dai Saraceni nel X secolo, fu ricostruita una prima volta nel corso dell'XI e XII secolo, ampliata e modificata in quelli successivi, raggiungendo il massimo prestigio nel XV secolo. Degli edifici medioevali che formano il complesso abbaziale, oggi rimangono alcune tracce riconoscibili nella tessitura e nella struttura muraria delle costruzioni che si affacciano sul piazzale antistante la chiesa parrocchiale.
La cappella di San Giorgio voluta dall'abate Giorgio Costanzia di Costigliole in onore del santo omonimo, fu affrescata nel 1469 con storie riguardanti la vita di S. Giorgio. Nel vano fu collocato anche il sarcofago scolpito, forse dei fratelli Zabreri, che avrebbe poi ospitato le spoglie dell'abate stesso.
La cripta del '400, ancor ben conservata, è un vero gioiello da non perdere.
L'importanza dei suoi centri storici si nasconde sui versanti che vanno dal Monte Roccerè al Monte San Bernardo, dove più di cento borgate nascoste tra i boschi raccontano la vita di un tempo passato.
Il turismo è prevalentemente estivo, quando è possibile effettuare escursioni in un ambiente ricoperto in gran parte da boschi, passando dalle distese di prati ai pregiati boschi di castagno e di faggio, fino a giungere ai larici e agli abeti della parte alta del territorio.
Il castello dei Berardi è quasi sicuramente stato costruito dai Berardi verso la metà del XIV secolo; distrutto dagli incendi del 1944, esternamente appare ancora in buone condizioni, mentre l'interno è quasi totalmente in rovina. Integri sono rimasti solamente i vasti sotterranei dove si possono vedere alcuni vani adibiti a prigioni. Caratteristiche sono le torri del castello, l'una circolare e l'altra quadrata; appartiene a una famiglia privata che ancora abita all'interno delle mura.
Il castello Zoardo è sorto molto anticamente in borgata Galliana; trasmesso dai primi proprietari al marchese di Busca e poi ai Manfredi di Saluzzo, i quali lo affidarono ai Berardi. A causa dello stato pericolante dell'edificio fu abbandonato e poi completamente distrutto durante l'invasione napoleonica.
Nell'antica parrocchiale di S.Antonio di Pagliero si conservano due colonne con capitelli figurati scolpiti dai fratelli Zabreri, originari della vallata, autori di un'ampia serie di manufatti in pietra diffusi nel cuneese e datati a partire dalla metà del Quattrocento, tra cui il portale della parrocchiale di San Damiano.
S.Salvatore è una piccola cappella che si affaccia sul torrente Maira: all'interno, sulle pareti laterali, si trovano importanti affreschi tardo romanici che sono tra i pochi e meglio conservati del Cuneese e nell'abside affreschi quattrocenteschi.
San Pietro, posta su di un antico sentiero di comunicazione con la borgata Camoglieres, nasconde un singolare affresco raffigurante una danza macabra in cui scheletri, frati, donne e cavalieri danzano una ballata in versi occitani misti a francese antico.
Nella parrocchiale di S.Giovanni Battista la bellissima pala d'altare fu eseguita nel 1496 da Hans Clemer su commissione di Giovanni Fornerios da Piasco, forse parroco di allora.
Nella cappella di S.Sebastiano gli affreschi sono firmati e datati 1484. Sono uno dei cicli pittorici meglio conservati delle valli in cui Giovanni Baleison ha rappresentato i regni oltremondani attingendo a un immaginario fantastico ancora tutto medioevale.
San Peyre, costruita fra il XII e XIII secolo, isolata e a strapiombo su di uno stretto sperone roccioso, conserva uno dei più ricchi complessi di affreschi della valle, tra cui particolarmente notevoli quelli attribuiti al "Maestro di Stroppo".
Nella frazione Caudano Ospedale si trova intatto un monumentale ospedale "pro receptatione Christi pauperum", nato dall'iniziativa di una famiglia influente del paese, gli Agnese.
La parrocchiale di S.Maria Assunta è uno dei monumenti più straordinari delle Alpi Occidentali sia per il suo corredo di sculture sia per il grandioso ciclo di affreschi del presbiterio culminante nella grandiosa scena della Crocifissione che occupa tutta la parete di fondo: l'opera più celebre del maestro d'Elva Hans Clemer, il pittore dei Marchesi di Saluzzo.
Ricordato nei documenti come "habitant de Saluces", attivo per una committenza legata alla corte dei Marchesi, Clemer porta il gotico d'oltralpe nel mondo rinascimentale.
Le borgate di Canosio sono un esempio di architettura rurale con gli inserimenti in pietra scolpita, gli architravi e gli stipiti monolitici, le alte facciate a vela e le colonne rotonde.
Della chiesa parrocchiale di S.Maria si hanno notizie fin dalla metà del XIV secolo. Frutto della totale ricostruzione del 1840, si presenta con la facciata di semplici lesene che ne suddividono la superficie e con una cornice che preannuncia la differente altezza delle navate interne.
La parrocchiale dei SS.Giorgio e Massimo è posta in alto, al centro delle varie borgate. Vi sono custoditi un frammento di ara romana e un fonte battesimale tardo-romanico. All'esterno vi sono resti di affreschi tardo trecenteschi e un San Cristoforo dipinto nel 1459 da Tommaso Biazaci.
La cappella dei SS.Sebastiano e Fabiano conserva nella zona dell'altare la volta a botte di una cappella più antica e di ridotte dimensioni, tutta rivestita di affreschi, della fine del Quattrocento, firmati da Giovanni Baleison.
Tra i monumenti degni di nota, nella piazzetta di fianco al municipio c'è una fontana ottagonale con pietra scolpita. Una bifora trasformata in porta reca scolpite due figure umane sugli stipiti. Un portale in pietra in uno stile tipico della regione è affiancato da due archi sostenuti da un pilastro ornato di fregi. È da questa borgata che proviene un grande camino in pietra scolpita, del XV secolo, acquistato, conservato e esposto al Museo Civico di Cuneo.
A S.Michele di Prazzo la chiesa parrocchiale che fronteggia il municipio è caratterizzata da una architettura romanica arricchita all'esterno da fregi e archetti e all'interno da capitelli ornati con teste umane scolpite nella pietra, stilizzate secondo un modello celtico (le tetes coupée).
Il Museo della Confraternita è un piccolo museo di arte sacra, che raccoglie oggetti dal XV al XIX secolo provenienti dalle cappelle incustodite delle borgate.
Seguendo la strada che attraversa la parte più vecchia del paese, si arriva a una casa che ha ancora molte delle sue caratteristiche medioevali. Sul muro del balcone volto a est si nota un grande affresco allegorico, unico nel suo genere, eseguito nel 1900 dal pittore Matteo Olivero che abitò in questo edificio.
