Valle Grana

Ambiente e territorio

La Valle Grana è racchiusa tra la Valle Stura di Demonte e la Valle Maira. Si estende dalle prime propaggini collinari e montane esterne di Vignolo, Cervasca, Bernezzo e Caraglio, fino allo spartiacque del Monte Tibert. L'asse della Valle è lungo poco meno di 20 Km. e si assesta lontano dal crinale finale della catena alpina.

Il territorio racchiude nove Comuni, tre dei quali, Vignolo, Cervasca e Bernezzo, collocati fuori dalla Valle. Un Comune, Caraglio, si trova all'inizio della Valle vera e propria, due, Valgrana e Montemale nella media Valle e tre, Monterosso Grana, Pradleves e Castelmagno nell'alta Valle.

È una regione caratterizzata da folti boschi di castagno, di faggio e di conifere, che rendono più austero il paesaggio mentre l'altitudine cresce.

La montagna, che verso il Santuario di San Magno si fa severa, da Caraglio a Pradleves si addolcisce in rilievi tranquilli e morbidi e la strada che collega i vari centri si snoda priva di tornanti insidiosi e di forti pendenze.

Nonostante le ridotte dimensioni territoriali, gli ambienti naturali sono molto diversificati, dalla pianura alluvionale del fondo valle, alle strette gole percorse da rapidi torrenti, alle maestose praterie delle zone più elevate.

La varietà degli ambienti e del clima creano quelle condizioni che rendono la Valle Grana un grande giardino botanico naturale; proprio i fiori e le erbe pregiate contribuiscono a creare il formaggio di Castelmagno.

Decine di rare orchidee hanno saputo conservarsi la loro nicchia ecologica accanto a anemoni, crochi saxifraghe, genziane, viole, gigli, fino al camedrio alpino, alla stella alpina e a centinaia di altre specie.

Gli estesi castagneti del fondovalle e l'ampia fascia del faggeto sono i naturali ambienti di crescita di una grande quantità di funghi, dai pregiati porcini ai più umili pisacan.

I boschi e i pascoli di altura fanno da cornice a una fauna varia e numerosa. Non è raro osservare il volo della coturnice, la fuga della lepre o della volpe, i volteggi della poiana o essere sorpresi dal fischio della marmotta.