Valle Grana

Cultura locale - I comuni

Vignolo

L'etimologia viene da Vineolum, il vino e l'olio di noci che anticamente erano molto abbondanti in questo territorio, in parte pianeggiante e in parte montano, posto sullo spartiacque quasi all'imbocco della Valle Stura.
Le prime notizie risalgono al 600 quando i Benedettini dell'abbazia di Pedona (Borgo San Dalmazzo) avviarono un lavoro di dissodamento agricolo; in seguito vi furono il dominio del vescovo di Torino, dei marchesi di Saluzzo, degli Angoini, del Comune di Cuneo e dei Savoia.

Foraggi e cereali sono i principali prodotti dell'agricoltura di pianura, mentre sulle colline i rigogliosi castagneti da frutto producono ottime qualità di castagne, estesi sono pure i boschi di conifere.

Cervasca

È collocata sulla sinistra della Stura tra la Città di Cuneo e le prime propaggini alpine, fra i 540 e 1140 metri di altitudine. La sua felice collocazione geografica e la vicinanza alle vie di comunicazione hanno favorito un notevole sviluppo demografico legato a nuove attività commerciali, artigianali e piccolo industriali.
L'ambiente collinare, ricco di secolari castagneti, offre interessanti esempi di architettura contadina spontanea e, nei punti più elevati di S.Michele e S.Maurizio, oltre a importanti testimonianze storiche, uno splendido panorama su tutta la pianura cuneese e sulla cerchia alpina.
Famosa è la tipica cucina che alberghi, ristoranti e trattorie presentano con le specialità locali, funghi in particolare.

Bernezzo

Si trova in un'ampia conca, sulla sinistra della Valle principale, compreso fra i 350 e i 1393 metri di altitudine.
Bernezzo ha origine nel XI secolo e deriva forse il suo nome da un albero che cresce nelle zone umide, ontano (Alnus glutinosa), verna in piemontese, da cui "vernetum", "Bernetum", "Bernezzo". Interessanti testimonianze storico-artistiche si trovano ancora numerose negli edifici religiosi di origine romanica e gotica quali la chiesa parrocchiale del S.Rosario, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, la cappella della Maddalena (XII secolo).

Bernezzo offre al turista un tranquillo ambiente di collina e di bassa montagna, coperto da una ricca vegetazione, in special modo da castagneti, che oltre a produrre rinomate castagne, permettono la crescita dei funghi che costituiscono una specialità della cucina locale.

Caraglio

Situato all'imbocco della Valle Grana, ne costituisce da sempre il naturale centro di fondovalle, sin da quando i Romani si installarono nelle vicinanze (Forum Germanorum) e ne fecero un importante crocevia della loro espansione.
Offre testimonianze storico-artistiche del suo antico nucleo abitativo, dei suoi edifici religiosi dal romanico al barocco, delle case signorili dal gotico al liberty e di antichi viottoli e sentieri sulla collina del castello.

Valgrana

Posta all'inizio della Valle Grana, al centro di una fertilissima pianura alluvionale, Valgrana presenta il tipico aspetto di un paese agricolo che, nel rispetto della tradizione, ha saputo rinnovare e modificare la propria economia. Alla tipica produzione della pera "Madernassa" sono subentrate, negli ultimi decenni, colture intensive di lamponi, more, fragole, ribes, actinidia.
Feudo del Saluzzo, Valgrana ha saputo conservare testimonianze del loro illuminato mecenatismo negli affreschi nella parrocchiale di S. Martino, nella cappella di S.Bernardo, nella Trinità, in Santa Maria della Valle.

Montemale di Cuneo

Arroccato sul crinale che divide la Valle Grana dalla Valle Maira si estende il borgo di Montemale di Cuneo, che conserva nella topografia le caratteristiche di un villaggio medioevale. Da qui si dominano, da un lato la pianura di Valgrana sino a Caraglio e dall'altro Dronero, l'imbocco della Valle Maira, e l'ampia pianura cuneese incorniciata dall'arco delle Alpi occidentali, una posizione dominante che fu intuita anche dai signorotti che nel corso dei secoli si contesero la rocca di Montemale con l'inespugnabile castello che rimane la maggiore attrattiva del luogo.

Monterosso Grana

Posto in un'ampia conca dove la pianura lascia il posto a un paesaggio più tipicamente montano, Monterosso Grana è dal 1929 Comune unico, nato dalla fusione dei precedenti Comuni di Monterosso (a valle) e di S.Pietro. Occupa l'ampia valle oggi indicata come "Valle Verde", che nella frazione di Santo Lucìo ha dato origine al risveglio etnico-culturale della minoranza provenzale nelle valli alpine occidentali.

Pradleves

Il paese è adagiato, per la lunghezza di 1 Km sulla sponda sinistra del torrente Grana, ai piedi del Monte Cauri e è dominato verso sud dalla Roucheto (Monte Bram).
Rinomato centro turistico negli anni '50, Pradleves conserva tuttora la sua vocazione turistica che l'ha promossa a "Regina della Valle Grana".
Per gli amanti della civiltà alpina, le numerose ruà (Cialancia, Scaletta, Pentenera, Cogno, Teiè) costituiscono esempi di autentica vita montanara: la mietitura estiva della segale, la trebbiatura a mano sull'aia, la panificazione familiare, le fumate autunnali dei secou (essiccatoi) dopo la raccolta delle castagne.

Castelmagno

Il Comune di Castelmagno si colloca in un tipico ambiente alpino con la massima altitudine nel Monte Tibert a 2647 m. Per chi giunge dal fondovalle e da Pradleves, superata la stretta e selvaggia gola, ricca di boschi di faggio e percorsa dal Grana, compaiono Campomolino (sede comunale) e Colletto; più in alto la valle si amplia, occupata dalle praterie ricche di erbe pregiate che sono alla base della produzione del formaggio "Castelmagno".

In questo paesaggio ha sede il santuario di S.Magno, carico di storia, di arte, di tradizioni e di devozione soprattutto nella festa di S.Magno che si celebra il 19 Agosto.