Valli Monregalesi

Cultura locale

Dei primi insediamenti umani nelle valli monregalesi si conosce poco: le ricerche scientifiche hanno accertato la presenza di insediamenti stabili nel Neolitico, testimoniati dal ritrovamento di lame levigate in pietra verde alpina utilizzate per pratiche agricole.

All'età del Bronzo è fatto risalire un frammento di ascia a margini rialzati in bronzo, rinvenuto negli anni '80 nel sito protostorico di Montaldo M.vì durante i lavori di scavo promossi dalla Soprintendenza Archeologica.
Quello di Montaldo è la testimonianza più significativa della presenza di "Ligures Montani" della seconda età del Ferro (III sec. A.C.): probabilmente un gruppo umano di ridotte dimensioni che abitava stabilmente la zona e si dedicava all'allevamento e alla coltivazione di cereali e leguminose.

Altri reperti della seconda dell'età del Ferro sono stati rinvenuti a Villanova M.vì e nella zona del Santuario di Santa Lucia, dove probabilmente esisteva una necropoli.

Non vi sono evidenti tracce della dominazione romana mentre persistono leggende, toponimi, tradizioni e anche reperti archeologici relativi alle invasioni barbariche, in particolar modo le scorrerie dei Saraceni tra il 950 e il 975.

Dopo l'anno 1000, il territorio fu interessato dal fiorire della cultura e dell'economia, soprattutto per opera delle congregazioni religiose, prima fra tutte quella dei frati certosini a Casotto.

Il periodo delle autonomie comunali assicurò al monregalese anni di progresso e crescita autonoma: le Frabose, Montaldo, la Val Corsaglia, Roburent ruotavano attorno a Mondovì; Pamparato, Monasterolo, Torre ricadevano nel Marchesato di Ceva.

Il regno dei Savoia instaurò un governo assolutista, tentò di abolire l'esenzione sulla tassa del sale favorendo il diffondersi del contrabbando dalla Liguria al Piemonte e provocando disordini che culminarono nella "Guerra del sale" (1680-1699).

L'invasione francese e delle truppe napoleoniche sconvolse le terre monregalesi, come ricorda la battaglia della Bicocca in San Michele M.vì.

La rivoluzione industriale di inizio Novecento vide sorgere nei paesi di fondovalle le prime piccole industrie; mentre, nel secondo dopoguerra si diffuse, da Frabosa agli altri centri, il turismo.

Le origini storiche e le diversa conformazione geografica di alta e bassa valle hanno prodotto due tradizioni etniche e culturali: il piemontese, caratteristico dei paesi di fondovalle e l'occitano, tipico di alcune zone dell'alta valle (Fontane, le due Frabose, Prea di Roccaforte, …).

Nel 1997 è stato istituito il Centro di Documentazione delle Valli Monregalesi per promuovere l'attività di ricerca, conservazione, documentazione e salvaguardia del patrimonio locale.

Altre attività di studio riguardano gli aspetti naturalistici e storici del territorio: l'Istituto Storico della Resistenza di Cuneo ha avviato l'iniziativa "I sentieri della libertà" per valorizzare i luoghi teatri di battaglie e scontri durante la guerra di liberazione.

La diffusione della cultura locale avviene attraverso iniziative rivolte agli studenti ("Itinerari didattici") e a quanti sono interessati a scoprire la gastronomia locale ("Incontri gastronomici Brunello Raviola": rassegna enogastronomia che propone antiche ricette utilizzando i prodotti della cucina locale).