Langa delle valli Belbo, Bormida e Uzzone

Ambiente e territorio

La rete stradale

Il territorio della Comunità Montana è caratterizzato da un sistema stradale assai ricco e complesso, che alcune interpretazioni fanno risalire alla frammentazione e all'instabilità di lungo periodo dei feudi e dei potentati locali che hanno voluto, nel tempo, assicurarsi uno sbocco verso il mare e verso i mercati liguri.

Vi sono due direttrici storiche principali: la Millesimo-Cortemilia e la Magistra langarum. I loro percorsi esatti sono ancora da ricostruire: si tratta comunque di strade di crinale o di mezzacosta, che scendono a fondovalle con guadi e traghetti per mettere in collegamento i crinali tra di loro.

Le strade moderne di fondovalle sono state realizzate nel corso dell'Ottocento, soprattutto per permettere i servizi regolari di posta e di trasporto. È a partire da quest'epoca che una parte consistente delle nuove abitazioni si concentra nei luoghi più bassi delle valli.
Con il procedere dell'asfaltatura delle strade, negli anni '60 viene operata una selezione che di fatto elimina dalla memoria e dall'uso questi importanti collegamenti storici di cui rimangono testimonianze in alcuni tratti di selciato, muri a secco spesso pericolanti, canali di scolo, ruderi delle stazioni di posta per muli e cavalli o resti delle dogane.

La perdita riguarda sia molti dei sentieri che erano usualmente percorsi a piedi per le pratiche sociali più o meno frequenti (raccolti o lavorazioni agricole comunitarie, funzioni religiose, fiere e mercati, feste e balli, matrimoni, sepolture), sia i collegamenti di più lunga percorrenza (verso Acqui e Alba, prima sedi amministrative romane e successivamente diocesi cui afferivano i centri abitati della Comunità; e verso il mare). Tutti questi tracciati, uniti alla fitta trama delle strade interpoderali e locali che dalla viabilità principale connettono il reticolo delle cascine, rappresentano un patrimonio sia materiale (come tale da salvaguardare e recuperare) sia di testimonianza storica relativa ai flussi di culture esterne.

La valorizzazione di questi tracciati può avvenire o come percorso da compiersi in auto o con mezzi motorizzati (anche in relazione alle ipotesi di ripopolamento produttivo del sistema rurale di collina) oppure come sentiero turistico da percorrersi a piedi, a cavallo o in mountain bike. In quest'ultimo caso appare importante mantenere e sviluppare una rete di percorsi non asfaltati, che riutilizzino in parte la complessa trama viabilistica e sentieristica storica.