Langa delle valli Belbo, Bormida e Uzzone

Cultura locale

I castelli, le pievi, i beni culturali diffusi

La testimonianza storica di questi luoghi è affidata a castelli, torri difensive, pievi, chiese, palazzi, edilizia rurale. Accanto a progetti di recupero significativi (castello di Saliceto, di Prunetto, di Borrino, torre di Perletto, ecc.) altri sono ancora in stato di degrado.
Sono soprattutto edifici di notevole valore (ad esempio San Martino di Castino) e molta parte del patrimonio dell'edilizia rurale (case in pietra, tetti in "ciape", fienili, seccatoi, pozzi, ecc.). Il recupero di questo patrimonio è uno degli obiettivi della Comunità.

I terrazzamenti

È difficile stabilire l'origine del "territorio terrazzato", costruito artificialmente mediante la realizzazione di muri a secco: alcune storie locali ne fanno risalire l'introduzione ai monaci insediatisi dopo le penetrazioni saracene, ma è anche possibile un'origine celtica o araba. I terrazzamenti si diffusero molto nel corso del XIX secolo, come strumento per creare terreno coltivabile sui versanti più ripidi altrimenti improduttivi.
Oggi questo enorme patrimonio è messo a rischio dall'assenza di manutenzione e di presidio, ma ancor più dall'ignoranza delle sue funzioni e delle valenze potenziali che esprime.
In primo luogo una funzione anti-erosione quando il terreno è lavorato, le acque vengono assorbite per infiltrazione; i muri a secco, e i sistemi di drenaggio alle loro spalle, le lasciano poi evaporare o colare poco per volta (più sono serrate le pietre fra di loro, migliore è la distribuzione dell'evaporazione e minore il pericolo di ruscellamento).

In molti casi le acque atmosferiche costituiscono tuttavia un'importante risorsa per l'irrigazione, e vengono quindi raccolte in bacini o vasche a loro volta protette da coperture in pietra. Spesso nella costruzione dei terrazzamenti le sorgenti esistenti vengono captate con gallerie di drenaggio anche molto lunghe, segnalate da aperture a volta che interrompono la superficie del muro. Con questi artifici, anche le esposizioni a Sud Sud-Est prevalenti nei versanti terrazzati dell'Alta Langa diventano dei luoghi non soltanto provvisti di terreno coltivabile, ma anche di una provvista di acqua. Nei climi più aridi la stessa presenza di pietre sembra sia uno strumento di approvvigionamento d'acqua o perlomeno di umidità, perché essendola pietra al mattino più fredda della terra fa condensare la rugiada, che può così venire assorbita dal suolo.

Questi sistemi idraulici, un tempo ben conosciuti ed oggetto di rispetto e di cure, sono oggi usati o danneggiati in modo indiscriminato: interrotti, usati in modo improprio, non mantenuti e, cosa più grave, inquinati. L'impiego di prodotti chimici per le coltivazioni agricole, infatti, ha sui terrazzamenti conseguenze assai più estese che in altri terreni a causa del drenaggio. In più l'impiego di fertilizzanti chimici, rendendo la terra più sabbiosa, provoca una pressione precedentemente sconosciuta a carico dei muri che la sostengono.

I "ciabot" completavano il sistema di produzione agricola, fornendo al tempo stesso un riparo e un luogo di trasformazione delle produzioni (ad esempio, l'uva veniva lavorata sul posto e trasportata in cantina solo successivamente).