Attività agricole, patrimonio forestale, ambiente naturale e attività connesse
Le attività agricole, zootecniche e forestali sono strettamente connesse all'ambiente naturale sia perché dipendono in gran parte da esso sia perché a loro volta condizionano l'ambiente in cui sono inserite.
La popolazione rurale, soprattutto in montagna dove le attività non possono essere intensive, contribuisce al mantenimento degli equilibri, al presidio del territorio, alla conservazione del paesaggio, al mantenimento di cultura e tradizioni. Tutto questo senza un vero e proprio riconoscimento sociale, e conseguentemente economico. A causa dello spopolamento e della senilizzazione della popolazione rurale e montana, accadono dissesti, problemi idrogeologici, riduzione o cessazione delle manutenzioni, delle utilizzazioni, delle manutenzioni boschive, abbandono e perdita del patrimonio edilizio rurale (fabbricati, mulattiere, muretti a secco, opere di regimazione idraulica antesignane dell'ingegneria naturalistica etc.).
In modo forse un pò retorico, qualche sociologo attribuisce agli agricoltori di montagna la qualifica di giardinieri della montagna: è comunque un'immagine che si addice all'attività da loro condotta basti pensare ai prati e pascoli della vicina Svizzera, alle foreste trentine, alle colline delle Langhe, ai terrazzamenti e agli oliveti e ai vigneti liguri etc.
Al di là degli aspetti produttivi (le eccedenze lattiere comunitarie condizionano anche i nostri allevamenti di montagna) sempre di più in futuro la presenza dell'uomo in montagna, Agricoltore in particolare, dovrà assumere questa funzione di tutore del territorio e dell'ambiente e la Società nel suo complesso dovrà riconoscere, anche in termini economici, questa importante funzione.
Uno dei primi passi verso questo riconoscimento delle peculiarità di chi vive in montagna, è stato fatto, in Italia, con il decentramento amministrativo che ha visto nascere le Comunità Montane la cui principale finalità è quella di migliorare le condizioni di vita di questa popolazioni, promuovendo lo sviluppo delle zone altimetricamente più svantaggiate e riducendo gli squilibri tra le diverse aree. Nel corso dei decenni di vita di queste Istituzioni moli progressi sono stati fatti, ma molto resta ancora da fare.
