Valle Pellice

Il paesaggio architettonico

La valle geograficamente è costituita da una parte bassa, dai 400 m. di Bricherasio ai 516 m. di Torre Pellice, che comprende tutti i Comuni di fondo valle e cioè Bibiana, Lusernetta e Luserna San Giovanni, e da una parte alta, con i Comuni di Villar Pellice (664 m.), Bobbio Pellice (733 m.), Angrogna (782 m.), Rorà (967 m.).

L'architettura della Val Pellice può essere divisa in tre categorie: urbana, popolare della pianura e popolare di montagna.

Architettura urbana

Per architettura urbana si intende quella dei centri storici, i cui esempi interessano la bassa valle.
Posti rispettivamente alla destra e sinistra orografica del corso del torrente Pellice, Bibiana e Bricherasio sorgono all'imbocco della Valle, un tempo difesa da possenti castelli.

Il paesaggio variegato va dai fertili terreni alluvionali della pianura, alle colline segnate da viti e frutteti fino ai boschi di querce e di castagni della zona pedemontana.

I terreni di Bricherasio e Bibiana furono bonificati dai monaci dell' Abbazia di Cavour che, fondata nel 1037 dal vescovo di Torino Landolfo, si adoperò alla costruzione di importanti opere irrigue. Tra queste il Canale comunale di Bricherasio, già esistente nel XIII secolo, e la Bealera di Cavour presso il poggio Coburna, il cui traforo di oltre 30 metri nella fantasia popolare è chiamato "Buco del Diavolo".

Il Comune più piccolo della valle è Lusernetta, poco più di una borgata che sorge tra Bibiana e Luserna Alta.

Luserna San Giovanni si divide in tre nuclei:

  • Luserna Alta: antica sede del Comune.
  • Airali: il nucleo più grande, sede del Comune.
  • San Giovanni: qui sorge il più interessante tempio valdese delle valli.

Architettura popolare di pianura

Tipiche di questa architettura sono le cascine. Interessanti sono le due cascine fortezza nel Comune di Bricherasio: una è la Cascina Colombera, in stato di abbandono; l'altra è la Cascina Roncaglia. Entrambi sono un esempio di cascina chiusa con le torri sui due lati, usate con probabilità come colombaie.

Architettura popolare di montagna

I villaggi (costruiti in pietra, legno, terra e calce) sono gli esempi più tipici di architettura valligiana.
Ogni vallata ha le sue caratteristiche costruttive dovute alla reperibilità dei materiali.

Il vallone di Rorà
Rorà si ricorda per la presenza della cave di pietra (pietra di Luserna) e per la calce. Ancora oggi si possono vedere i resti degli antichi forni di cottura nella zona chiamata appunto "fournais" (Fornace).

Villar e Bobbio
Come a Rorà emerge l'uso della pietra, qui emerge l'uso del legno, con cui si costruiscono i balconi con le ringhiere a bacchette verticali, le scale e i loggiati che danno movimento alle facciate delle case.

La Valle di Angrogna
Le tipiche case di Angrogna sono caratterizzate da profondi balconi in legno su ogni piano sorretti da grandi pilastri in muratura che vanno fino al tetto.

Tra le borgate più interessanti da segnalare è l'abitato di Cacet, raggiungibile a piedi dai Coisson-Ricca attraverso la mulattiera.

Fanno parte di una architettura minore ma altrettanto interessante tutte quelle opere in pietra che si possono incontrare percorrendo le mulattiere che mettono in comunicazione le borgate: fontane, ponticelli, scale sporgenti dai muri di sostegno dei campi coltivati, i forni per il pane e le stesse mulattiere a volte costruite tagliando la roccia.