Valle Pellice

Alpeggi

La società dei pastori

In Val Pellice l'alpicoltura è una pratica plurisecolare, infatti il primo documento conosciuto che la menziona è un contratto di affitto del 1159.

L'alpicoltura consiste nel trasferire, dalla primavera all'autunno, bestiame bovino, ovino e caprino su prati e pascoli posti in quota, prima su quelli situati ad altitudini minori, sui 1000 - 1500 m, in seguito, sui pascoli più alti, che arrivano fino a 2300 m di quota.

Si possono individuare due sottoperiodi: il primo è compreso tra il 20 maggio e la fine di giugno, e tra il 15 settembre e la fine di ottobre, durante il quale gli animali sfruttano le proprietà private delle medie altitudini. Il secondo momento, più strettamente considerato alpeggio, utilizza le produzioni dei pascoli alpini comunali localizzati nella fascia montana comprese fra i 1550 ai 2500 m.

Attualmente, le condizioni degli alpeggi sono buone e permettono di ottenere produzioni tipiche di qualità: il "sairas 'd'l fen", ricotta fatta stagionare avvolta in una particolare erba presente negli alpeggi, una graminacea del genere Festuca, che le fa acquistare un sapore e un gusto del tutto particolare.

Vanno evidenziate le potenzialità degli alpeggi per il loro uso agrituristico, in quanto consentono di riscoprire come possano essere prodotti cibi genuini con tecniche artigianali.