Valle Pellice

I valdesi

La presenza dei Valdesi ha determinato la storia e l'identità della Val Pellice.

I Valdesi si costituirono alla fine del XII secolo a Lione, al seguito di un mercante di nome Valdo che si impegnò a vivere la povertà evangelica. Il movimento, scomunicato, giunse nell'area alpina agli inizi del XIII secolo.

La dissidenza valdese fu così forte che la popolazione difese la sua libertà con la forza, non esitando a eliminare preti delatori ad Angrogna e lo stesso inquisitore a Bricherasio. Anche la crociata condotta dagli Acaia nel 1480 fallì.

L'avvento della Riforma protestante cambiò la situazione: da movimento evangelico clandestino diventarono chiesa organizzata. Ma la posizione di frontiera fra il mondo ugonotto (il Queyras e la Val Chisone) e il Piemonte cattolico accese lo scontro fra Riforma e Controriforma.

Nel 1560 i Valdesi ottenettero il diritto di professare a certe condizioni il loro culto e fino al 1848, vissero privi di tutti i diritti civili e politici. Solo con l'editto del 17 febbraio 1848 furono parificati agli altri sudditi piemontesi, acquisendo il diritto di circolare nello Stato, frequentare le scuole e adire alle cariche pubbliche.

Nel XIX secolo le valli valdesi assunsero i caratteri di un'area protestante a carattere europeo.

Particolarmente significativo è oggi l'impegno della comunità valdese nel campo scolastico, con la creazione di una rete di scuole popolari.