Valle Pellice

Sviluppo e investimenti

Ecosviluppo

Ecosviluppo significa considerare lo sviluppo di un valle stando attenti più alla qualità di vita che ai profitti della quantità.
Significa mantenere l'equilibrio fra le risorse della natura e della cultura, offerte dal territorio, e la popolazione residente.

Cultura

Pensare la valle in termini culturali significa scoprirne le molteplici identità.
Un esempio aiuta a spiegarlo: la situazione della maggioranza della popolazione, di religione valdese, fino al 1848 fu sottoposta a repressioni militari e legislative. Ne conseguì uno sviluppo economico basato sull'isolamento e su una alimentazione autosufficiente. In questo caso le vicende storiche hanno influenzato la natura.

Frontiera

La frontiera è un passaggio, un transito dove l'andare e il tornare si incrociano e si alternano. Si pensi all'andare e venire dalla Francia di molti valligiani fin dal Medioevo con il vicino Queyras per mercati, fiere, feste.

Paesaggio

Sapere il paesaggio significa intenderlo un sistema aperto al cambiamento e quindi anche disposto a essere riprogettato e ripensato.
Perché ciò avvenga è necessaria la convinzione che la valle sia il risultato di componenti naturali, storiche e culturali che insieme formano una struttura organica inscindibile.

Internazionalismo valdese

Un denominatore comune collega il passato con il presente: la costante apertura della popolazione valdese ai contatti internazionali, non solo col sud, della Francia, appartenendo la zona all'area occitana, ma con quasi tutta l'Europa.

Lo spopolamento alpino

Negli anni sessanta una gravissima crisi dell'industria tessile espulse dal ciclo produttivo 1600 lavoratori. Contemporaneamente, il decentramento di molte attività produttive verso Torino determinò l'esodo della popolazione attiva.

Agire oggi

Per le sue particolari caratteristiche ambientali, la Valle non può che puntare su un turismo rispettoso della natura e dell'ambiente. che sappia cogliere il nesso tra la storia passata e il proiettarsi verso il futuro.
È difficile pensare a interventi per attività di massa. Sarà più opportuno puntare al riequilibrio delle attività sul territorio favorendo il diffondersi del concetto di accoglienza anche presso i privati, dando così un'opportunità economica in più per rimanere legati alla propria terra.