Da sempre, per necessità, il montanaro è stato anche falegname: il legno era parte del suo ambiente di vita; tutto ciò che lo circondava, dalla casa al fienile a tutti gli utensili della cucina, erano costruiti con questo prezioso materiale. Ma successivamente la lavorazione del legno divenne qualcosa di più di un semplice lavoro, si trasformò in arte. Il falegname andava direttamente dal cliente con i suoi attrezzi e qui costruiva il mobile desiderato, la piattaia, la credenza, il buffet. Poi si trasformava in artista e sul mobile, dalle linee essenziali, creava dei motivi ornamentali.
Le decorazioni erano sempre fatte a mano con l'uso di un semplice coltello o scalpello ed avevano come base un motivo geometrico: triangoli, losanghe, fiori stilizzati.Un tipico mobile che veniva costruito nella casa del montanaro per custodire il suo corredo domestico era il cassone, "lou cofre", dalla struttura molto semplice e lineare. In seguito però il coperchio ribaltabile e i pannelli anteriori della vecchia e severa cassapanca si arricchirono di decorazioni e rilievi e vennero impreziositi da sculture: in questo modo il mobile diventa oggetto artistico. Oggi nelle Valli Chisone e Germanasca si trovano abili falegnami e intagliatori, ai quali si può ricorrere per la fabbricazione di mobili rustici, di qualsiasi altro oggetto costruito con il legno. La lavorazione di questo prezioso materiale non è fortunatamente diventata, con l'evoluzione dell'era moderna, una rarità; oggi sempre di più si ricerca il mobile non prodotto in serie, di qualità e robusto. Il piacere che dà la presenza in casa di oggetti e mobili in legno, con il loro profumo inconfondibile, ha fatto si che dalla tradizione popolare si sia passati alla professione vera e propria. A tale proposito, vi sono in valle delle scuole che organizzano per i giovani degli stage di intarsio e lavorazione del legno. Molte sono le aziende piccole e grandi che nelle due vallate trattano questo materiale. Oltre alla costruzione dei mobili rustici, non manca l'arte del restauro.
Troviamo abili restauratori a Roreto, Chisone e a Pinasca. A Pragelato invece, lavora una artigiano che sa costruire con il legno liuti, ghironde e pregevoli sculture. Anche in Val Germanasca la lavorazione del legno è divenuta un'arte: a Prali vi è una ditta ormai consolidata, nella costruzione di mobili artigianali, mentre a Villar Perosa un artigiano produce artistiche pipe in radica. La lavorazione del legno è dunque antica e al tempo stesso nuova professione, che ha saputo mantenersi a misura d'uomo, rivalutando una manualità che è vera e propria arte.
Quando si parla della lavorazione della pietra si pensa subito alla Val Germanasca, dove le antiche cave di marmo in località 'Maiera' hanno fornito la materia prima per la costruzione di importanti palazzi e chiese, quali il Duomo di Torino. Anche a Pinasca questo materiale viene lavorato ed esportato in tutta Europa. In Val Chisone, ci sono molte cave di granito; un esempio di utilizzo della pietra è dato dal monumentale Forte di Fenestrelle, risalente al 1700, dove sono ancora visibili gli stipiti, i capitelli e i portali con strutture in barocco piemontese. Sono da ricordare anche, l'artistico portale del Forte Serre Marie e le opere ornamentali in pietra che si trovano all'ingresso delle fortificazioni del Gran Serin. Si tratta di lavori eseguiti dagli scalpellini provenienti dalle cave del Malanaggio e di Perosa. A mantenere viva la tradizione degli scalpellini è rimasta a Perosa Argentina una ditta che scolpisce la pietra da cinque generazioni. Fra le opere di maggior rilievo, si evidenziano la cappella dedicata a S. Edoardo a Sestiere e la tomba di famiglia degli Agnelli a Villar Perosa. L'attuale sede della Comunità Montana, villa Willy a Perosa Argentina, è una dimostrazione di come la lavorazione della pietra fosse per gli scalpellini un'arte. A Torino, molti palazzi, fra cui il teatro Regio, sono arricchiti da lavorazioni in granito proveniente da Perosa Argentina. Ma la pietra della Val Chisone ha addirittura oltrepassato i confini italiani; è stato realizzato con il granito di Perosa il monumento all'Indipendenza a Lagos, capitale della Nigeria in Africa.
È un profumo di altri tempi quello che si respira nelle fucine che ancora oggi si trovano nelle valli, dove l'arte del ferro battuto è rimasta una tradizione. Il mestiere di fabbro ferraio veniva tramandato di padre in figlio ed era considerata una professione di prestigio. Il 'feriè' forgiava le cancellate delle abitazioni dei ricchi, costruiva grate, chiavistelli, serrature, utensili vari. A Fenestrelle, ancora oggi si forgia 'li gofrié', una speciale padella utilizzata per cuocere un particolare tipo di cialda, "lou gofre". In tutte le vallate si continua la tradizione dell'arte del ferro. Certamente la produzione è cambiata rispetto ad un tempo; i sistemi di lavorazione in agricoltura si sono evoluti e molti attrezzi in ferro sono ormai in disuso. Gli oggetti creati sono numerosi e ben si inseriscono negli arredamenti rustici tipici delle vallate.
