Costumi, Feste Popolari e Tradizionali
Fra i momenti di festa tipici delle valli, ricordiamo alcune feste patronali con distribuzione del pane benedetto, il "Bal da Sabre" di Fenestrelle la Commemorazione della Battaglia dell'Assietta, le celebrazioni del 17 febbraio da parte delle comunità valdesi, in ricordo dell'emancipazione concessa nel 1848 da re Carlo Alberto (particolarmente suggestiva l'accensione dei falò, accompagnati da canti e salmi, che si svolge la sera prima e che illumina tutte le valli).
Le danze tradizionali delle valli vengono riproposte dal Gruppo di Tradizioni Popolari "La Teto Aut" di Roure, mentre a cura della Comunità Montana si svolge, ogni primavera, una rassegna di musica itinerante popolare denominata "Cantavalli".
Di grande rilievo, infine, l'annuale "Festa della Ghironda", che si svolge a Pragelato nel mese di agosto, per iniziativa del gruppo "Lou Magnaut" di Pragelato e della Pro Loco. Il costume femminile del Pragelatese è composto da un vestito in panno o rasatello confezionato a largo raggio e pieghettato, un grande scialle ripiegato, arricciato e in varie tonalità. Sul capo la "toque", una cuffia dalla caratteristica forma di ventaglio; sul petto la croce, per lo più d'oro, appesa ad un nastro di velluto trattenuto da una spilla intorno al collo.
Il costume femminile del Fenestrellese si differenzia da quello di Pragelato per la "barette basse", cuffia piatta con un bordo di nastri pieghettati e tulle. (Museo del costume di Pragelato)
Le Valli Chisone e Germanasca, sono luoghi di antica civiltà, la cui storia ha inciso indelebili segni nel suo popolo e nelle abitudini di vita. Il carattere di questi luoghi, infatti, è indissolubilmente legato alla Storia dei Valdesi (iniziata nel 1173 a Lione con la conversione di Valdo, un ricco mercante che fonda il movimento, detto anche "i poveri Lione") e al suo destino, scandito nei secoli passati dal dolore, l'isolamento e le persecuzioni ma anche da tenace e fiera lotta per la propria identità, approdata, dopo tanta sofferenza, nel 1848 all'Atto di Emancipazione firmato da Carlo Alberto, con il quale sono stati riconosciuti libertà di culto e pieni diritti.
La cultura e le tradizioni delle Valli sono però anche l'evoluzione naturale di un percorso umano che nasce dalla montagna e dagli uomini che in condizioni spesso difficili hanno saputo creare il proprio ambiente di vita e di lavoro.
Per non perdere e dimenticare lo spessore di questo passato, è stata costruita nelle Valli Chisone e Germanasca una rete di musei etnografici di grande interesse e valore.
