Valli Chisone e Germanasca

Introduzione

La Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca è situata ad ovest di Torino, su una superficie, interamente montana, di 55,824 ettari. Confina ad ovest con la Francia, a nord con la Valle Susa, ad est con la pianura Pinerolese ed a sud con la Val Pellice. Comprende 16 Comuni e conta circa 20.000 abitanti.

Val Chisone

Segnata dal passaggio, in epoca preistorica, di tribù di origine ligure; abitata, agli albori della storia, dai "Centurigi" o dai "Medulli", o dai "savincazii" o dagli "Jemerii" governati dal buon Cozio che alle Alpi diede il suo nome, la Val Chisone ("clausum", chiuso; e dunque, prima del mille, Vallis Clusii, e poi Clausonia, Cluxinis, Chisone), ha storia assai antica.

Donata per la maggior parte, nel settembre 1064, dalla marchesa Adelaide all'abbazia Pinerolese di Santa Maria, l'alta Valle rimase tuttavia sotto lo scettro dei Delfini di Vienne. Guerre, sofferenze, fame si susseguirono praticamente per secoli: francesi, svizzeri, spagnoli combatterono in un alternarsi di vicende storiche e militari. Per circa seicento anni fin verso la metà del 1300, la valle appartenne alla Francia, gravitando su Briançon, Grenoble e Embrun.

Le alterne vicende delle contese tra casa Savoia e Francia portarono in valle truppe ora dell'uno ora dell'altro stato.

La battaglia dell'Assietta (19 luglio 1747) chiuderà praticamente la lunga storia cruenta della valle, ma ci saranno ancora nel 1943-45 numerose pagine di guerra e di sofferenza nella lotta di liberazione del movimento partigiano.

Ne fanno parte i Comuni di Porte, Pramollo, S. Germano, Villar Perosa, Pinasca, Inverso Pinasca, Perosa Argentina, Roure, Fenestrelle, Pragelato, Usseaux.

Val Germanasca

L'antica "Valle Nigra", Valle Oscura inizia alla confluenza della Germanasca con il Chisone a Perosa Argentina, e si inerpica ripida fino ai 1500 metri nella conca di Prali, diramandosi, lungo il percorso, nei valloni laterali di Riclaretto e Faetto sulla sinistra della strada provinciale, di Massello, Salza e Rodoretto sulla destra.

Ancora una volta, è nel famoso atto di donazione della Contessa Adelaide che se ne trova la prima citazione. Si creano in quel periodo le borgate che si raggrupperanno poi in "Consiglio della Valle", indice - è stato scritto - di un notevole spirito di autonomia che portò a contrasti inevitabili con i signori feudali della zona.

Appare anche la denominazione di "Valle S. Martino" che per lunghi secoli la contraddistinse. La valle ebbe un avvicendarsi di occupazioni e dominazioni più o meno felici, patteggiamenti, cessioni, liti spostavano continuamente i limiti delle varie influenze. L'imbocco della valle era custodito da quel forte "Luigi", che fu una delle più valide piazzeforti di casa Savoia.

Forse solo con la "libertà" Albertina del 1848 la valle trova la pace. Oggi, la invadono eserciti di turisti: è certo la più gradita delle invasioni. Ne fanno parte i Comuni di Pomaretto, Perosa, Salza, Massello e Prali.

Per saperne di più:
www.chisone-germanasca.torino.it