Il territorio è caratterizzato da versanti inariditi, con diffusa presenza di fenomeni erosivi, frequentemente danneggiati dagli incendi.
Nel bacino del Ceronda quasi il 50% della copertura forestale è rappresentato da boschi di latifoglie varie, circa il 35% da boschi misti di conifere e cedui di latifoglie, il 10% da rimboschimenti affermati e il restante 5% da querceti.
Nelle zone di pianura una vasta area è occupata prevalentemente da colture agricole, mentre un settore più elevato è occupato da boschi misti di conifere e cedui di latifoglie (frassino, robinia, ontano nero e rovere).
Nella zona medio - alta del bacino del Casternone predominano i boschi di latifoglie varie, che diventano più radi verso monte.
Nel bacino del Casternone sono presenti rimboschimenti affermati di conifere, in particolare di larice e di pino nero.
Nell'area del Parco Regionale della Mandria si nota la presenza di relitti di boschi planiziali e piccole aree a querceti, in cui dominano la rovere e la roverella, essenze che si ritrovano anche presso la Riserva Naturale Integrale della Madonna della Neve.
Dal punto di vista vegetazionale ritroviamo prevalenza di rovere e subordinata presenza di frassino, acero montano, ciliegio, carpino bianco, presenti sia nel fondovalle sia nei terrazzi di maggiore quota e le pendici dei versanti, accompagnata da aree agricole ad indirizzo soprattutto foraggero.
Fauna
Le citate aree protette costituiscono un'importante riserva per la fauna locale, mentre per il resto del territorio, pur essendovi le caratteristiche ambientali per la presenza di fauna di ambienti montani, collinari ed umidi, le condizioni attuali di degrado del contesto ambientale e dei versanti, limitano la presenza faunistica e la biodiversità.
Tra i mammiferi presenti in Comunità Montana (37 specie) vi sono molti grossi mammiferi: cervo, daino e cinghiale. Da segnalare soprattutto la proliferazione incontrollata del cinghiale, con gravi danneggiamenti alla fauna minore, in particolare a fagiani, lepri, oltre che, con consistenti danni economici, alle colture agricole ed ortive.
Particolarmente consistente e varia la colonia di uccelli (181 specie, di cui 70 di accertata nidificazione). Tra le specie protette troviamo il Gufo Reale e l'Astore.
Per alcune specie si è notato un recente aumento di avvistamenti, come nel caso della Cicogna Nera, del Picchio Nero e del Gruccione. Ricca l'avifauna legata alle zone umide: Moretta, Alzavola e Airone Cinerino.
Tra le specie italiane tutelate, si annoverano: la Cicogna, il Succhiacapre, la Ghiandaia Marina, il Picchio Verde, il Codirosso e l'Ortolano.
Tra le specie di interesse naturalistico comunitario troviamo: il Tarabuso, il Tarabusino, l'Airone rosso, il Falco di Palude, lo Smeriglio, il Pellegrino, il Fagiano di monte, il Porciglione, l'Averla Piccola, l'Astore, il Nibbio bruno, il Falco pecchiaiolo, la Cicogna bianca, la Cicogna nera, la Nitticora, il Falco pescatore, l'Aquila reale, il Biancone, l'Albanella reale, il Croccolone, il Succhiacapre, il Martin pescatore, la Sterna comune, il Mignattino, la Gazza marina, il Barbagianni, l'Assiolo, il Gufo reale, il Picchio nero e l'Ortolano.
Sono censite 8 specie di rettili. Le specie di interesse naturalistico comunitario sono : la Biscia Tassellata, il Saettone, il Ramarro e il Biacco.
Per quanto riguarda gli anfibi , caratteristica della zona è la Rana Agile. Le specie di interesse naturalistico comunitario sono: il Tritone Crestato, la Raganella, la Rana Agile e la Rana di Lessona.
Le specie ittiche censite sono 27. Le specie di interesse naturalistico comunitario sono : la Trota Marmorata, il Vairone, la Lasca, il Barbo Comune, il Barbo Canino, il Cobite Comune e lo Scazzone.
Per quanto riguarda gli invertebrati le specie censite si compongono di 76 specie di Cerambycidae, 36 specie di Buprestidae e 29 specie di Scarabeidi. Molte specie sono tutelate da una normativa CEE; tra queste troviamo la Callimorpha quadripunctata, la Coenonympha oedippus, la Lycaena dispar, il Lucanus cervus, il Cerambyx cerdo e la Lopinga achine.
Inquadramento forestale
Il patrimonio forestale della Comunità Montana ammonta a 4798 ha, di cui in prevalenza cedui composti (2213 ha) e cedui semplici (1931 ha), in subordine fustaie (654 ha).
Le fustaie sono costituite in prevalenza di popolamenti artificiali di conifere (pino nero, pino laricio, larice), in parte gravemente distrutte o danneggiate da recenti incendi e per i quali è quanto mai opportuna un'opera di riqualificazione (ricostituzione boschiva, diradamento, miglioramento delle essenze e manutenzione).
I cedui semplici sono per lo più collocati nel fondo valle e nelle basse pendici ed ospitano generalmente roverella e castagno.
I cedui composti sono costituiti da rovere e farnia e sono collocati prevalentemente nella zona dei terrazzi del Ceronda.
La stragrande prevalenza delle aree boscate del territorio è di proprietà privata, con un'elevata frammentazione; fatto che rende più difficoltosa l'attuazione di politiche generali di intervento a livello territoriale.
Il Comune che possiede la maggior superficie forestale governata a fustaie è quello di Val della Torre, ma il ceduo è prevalente in tutti i comuni.
Al di là della dimensione strettamente produttiva, il governo delle aree boscate, la sua manutenzione e valorizzazione rivestono importanza fondamentale, per la prevenzione del dissesto idrogeologico e degli incendi e per il mantenimento della qualità dell'ambiente e del paesaggio.
