Valli Orco e Soana

Cultura locale

Cenni storici

Le più antiche testimonianze della presenza umana nelle Valli Orco e Soana risalgono all'età del Neolitico quando, iniziando ad arretrare i ghiacciai, le condizioni di vita divennero tollerabili e poterono insediarvisi i primi abitanti dedicandosi alla caccia e alla raccolta, attività queste poi sostituite o integrate da forme di sussistenza più tipicamente stanziali.

Dobbiamo tuttavia giungere sino agli anni della dominazione romana per avere una conoscenza precisa delle dinamiche storico-culturali delle valli. Esse risultavano infatti incluse, secondo la nuova suddivisione amministrativa romana nel cosiddetto "Ager Salassorum", parte, a sua volta, della più ampia "Regio IX".

Era esplicito il riferimento all'agguerrita tribù dei salassi, popolazione di stirpe celto-ligure che mai aveva voluto riconoscere l'autorità di Roma e che venne tuttavia assoggettata nel 25 a.C.

Successivamente in seguito alla caduta dell'Impero anche le Valli Orco e Soana furono raggiunte dalle invasioni-migrazioni delle genti barbariche: contese da Longobardi e Merovingi conobbero maggiormente il dominio di questi ultimi.

Gli anni successivi attirarono le valli in quel più ampio conflitto del Canavese che opponeva i conti di Valperga e San Martino ; fu allora che venne a determinarsi, in conseguenza delle carestie indotte, quel fenomeno di rivolta conosciuto come "turchinaggio", espressione questa riconducibile al provenzale "tuchia" (boscaglia) alludendo al darsi alla macchia dei rivoltosi.

Nel periodo seguente la Rivoluzione Francese le valli furono annesse alla Francia ad opera di Napoleone e conobbero alcune migliorie sul piano economico; dopo la caduta di quest'ultimo ospitarono inoltre manifestazioni di opposizione all'antico regime assolutistico nel frattempo ripristinato in Francia.

È necessario sottolineare quanto notevole fu l'attività partigiana di resistenza durante il periodo nazi-fascista e quanto diffuse le adesioni a tali campagne.

Le Valli uscirono provate dalla guerra e in particolar modo sono ancora ricordati i terribili bombardamenti e cannoneggiamenti dell'estate del '44.

Uomini illustri e letterati di fama

La Valle Orco e Soana è da ricordare per aver dato i natali e ospitato il filosofo Piero Martinetti (nato a Pont C.se il 1871), autore di numerosi saggi di matrice esistenzialistico-metafisica e noto inoltre per essere stato allontanato dalla cattedra di filosofia di Milano nel 1932, essendosi rifiutato di prestare giuramento di fedeltà al fascismo.

Anche nel campo delle arti figurative la Valle Orco e Soana annovera dei valligiani fra i suoi rappresentanti. È il caso di Carlo Bonatto Minella (1855-1878), pittore frassinettese. Alcune sue opere, sebbene di tema accademico, richiamano nell'interpretazione dei colori alcune istanze dei preraffaelliti.

Le Valli Orco e Soana hanno ospitato nel tempo uomini illustri e letterati di fama.

Giosuè Carducci soggiornò a Ceresole Reale rimanendo incantato dalla bellezza del Gran Paradiso.

Guido Gozzano trascorse dei periodi di vacanza a Noasca e Ceresole ed effettuò alcune escursioni a Ronco: lo colpiva soprattutto il fascino selvaggio dello scenario naturale, caratterizzato da aspri valloni e grigi picchi rocciosi.

L'incanto di questa terra fu cantato anche da celebri scrittori canavesani, quali Giuseppe Giacosa e Salvator Gotta.