Monte Rosa

Ambiente e territorio

La Comunità Montana comprende i territori amministrativi di sette Comuni: Macugnaga, Ceppo Morelli, Vanzone con San Carlo, Bannio Anzino, Calanca Castiglione, Piedimulera e Pieve Vergonte.

Orografia e idrologia

Il solco vallivo ha una lunghezza complessiva di circa 30 km e si attesta sul versante orientale del Monte Rosa.
L'altimetria varia fra i 211 m. della parte spondale del Toce in Comune di Pieve Vergonte ai 4634 m. della cima del Monte Rosa, con la parte urbanizzata del territorio che varia tra i 225 m. (Pieve Vergonte) e i 1370 m. di Precetto (Macugnaga).
Il territorio è montano per il 90%, le parti di pianura riguardano i Comuni di fondovalle e in parte lungo le sponde dell'Anza.

La Valle Anzasca è compresa nel bacino idrografico del fiume Toce ed è percorsa dal torrente Anza che nasce a quota 1691 m. dal ramo sinistro del ghiacciaio Belvedere ed ha una lunghezza di 31,2 km, la pendenza media è molto elevata e supera di poco il 5%.
Numerosi sono gli affluenti, soprattutto nel versante orografico destro: il torrente Olocchia nel Comune di Bannio Anzino, il rio di Scarpinano e i minori rii Quarazza, Moriana e Tignaga.

Clima e bioclimatologia

Il territorio è caratterizzato da un clima di transizione fra quell' insubrico (di tipo atlantico, temperato e quasi caldo) e quell' endalpico d'impronta continentale.

Le temperature sono più fredde nei fondovalle che sulle pendici. L'escursione cala con l'aumentare delle quote, e la temperatura media annua può essere considerata di circa 10 gradi a 500 m., 7 gradi a 1000 m., 3,5 gradi a 1500 m. e di 0,5 gradi a 2000 m.

Bioclimatologicamente la Valle Anzasca è compresa nel distretto climatico mesalpico, sottodistretto umido, zona subatlantica.

Morfologia e geologia

La Valle deve la sua forma all'azione del modellamento glaciale e alla formazione di grandi depositi morenici (su due di questi sorgono gli abitati di Bannio e Anzino).
L'azione erosiva del ghiacciaio è particolarmente evidente sulla sponda orografica destra e si presenta con ampi terrazzi inclinati su cui sorgono gli alpeggi e con circhi glaciali perfettamente modellati (Quarazza, Tignaga e Olocchia).
La grande catena del Monte Rosa vide la sua origine durante l' era Terziaria , fra i 35 e i 50 milioni d'anni fa.
Nell'era successiva, la Neozoica, l'orogenesi alpina fu caratterizzata da quattro grandi glaciazioni durante le quali ci fu un lavoro d'abrasione e modellamento del ghiaccio sulle rocce e sui rilievi. Dopo l'ultima glaciazione (Wurmiana) si ebbe un'epoca di ritiro con la permanenza di grandi depositi sedimentali; gli agenti atmosferici completarono l'opera, corrodendo e dilavando i pendii franosi.

Flora e fauna

La flora può essere descritta considerando i principali ecosistemi presenti: boschi, arbusteti a Rhododendron ferrugineum e vaccinium , pascoli alpini e tutte le zone al di sopra dei 1900-2000 m.
I tipi forestali presenti sono: castagneto ceduo e Teucrium scorodonia , faggeta oligotrofica, querco-tilieto, acero-tiglio-frassineto, pecceta montana, lariceto montano pioniere e lariceto su rodoreto-vaccinieto.
Tra le peculiarità forestali sono da ricordare: popolamento rado di pino cembro (Pinus Cembra), presso l'Alpe Vittini e Quarazzola in Valle Quarazza e in Valle Loana; pino uncinato nel lariceto in Comune di Macugnaga all'Alpe Belvedere; abetina in Val Segnara con elevato grado di naturalità; nel Comune di Macugnaga è da segnalare il tiglio plurisecolare.

Gli animali di particolare importanza faunistico-venatoria sono: francolino di monte, fagiano di monte, coturnice, pernice bianca, lepre mutabile; ungulati: camoscio, stambecco, cervo, capriolo.