Valle Cannobina

Attività economiche

Il territorio della Comunità montana gode di un moderato tasso di disoccupazione a fronte di un'alta percentuale di pendolari (il 53,1% degli occupati si sposta quotidianamente per recarsi al lavoro in Svizzera).

I settori economici che maggiormente offrono posti di lavoro sono: quello dei servizi, delle costruzioni e del turismo con una concentrazione massima nel Comune di Cannobio.

La ragioni di tale situazioni sono da ricercare sia nella storia di questo territorio, sia nella migliore posizione del capoluogo, rispetto alla reperibilità di aree, adatte all'impianto di piccole e medie attività manifatturiere, ed alla raggiungibilità delle principali vie di comunicazione.

Da un lato, infatti, i paesi della valle hanno sempre avuto come attività principale quella agricola, accompagnata, per gli uomini, alla migrazione stagionale nelle città del nord Italia o dell'Europa come lavoratori stagionali. Non vi fu mai attività artigianale che non fosse quella preposta a soddisfare le esigenze locali, tenendo anche conto che, in genere, i contadini erano in grado di produrre da sé la quasi totalità degli oggetti loro necessari.

Diversa la condizione di Cannobio, dove già nel XIII sec. era fiorente il commercio e la lavorazione di pelli e legname provenienti dalla valle. Come altrove, sulle sponde del lago, alla fine dell'Ottocento vi furono impiantate alcune industrie, tra le quali un grande setificio, che godettero della vicinanza del torrente Cannobino quale fonte di energia e del lago come mezzo di trasporto economico delle merci prodotte, ma che ora non esistono più.

Nel XX secolo, infatti, e in special modo dopo il secondo conflitto mondiale, si assiste al consistente fenomeno del pendolarismo che porta i lavoratori cannobiesi, e, più in generale, cannobini, a lavorare nelle industrie svizzere.

Negli anni sessanta e settanta la richiesta di mano d'opera da parte della Confederazione Elvetica fu tale che si verificò addirittura una consistente immigrazione di lavoratori provenienti dal meridione d'Italia.

Seppure sempre molto consistente, il fenomeno del frontalierato ha subito un rallentamento negli anni ottanta ed ora si mantiene in una situazione abbastanza stabile; il lavoro oltreconfine rimane, comunque, la principale attività dei residenti.

La situazione delineata mette sì in evidenza una forte dipendenza dalla Svizzera in termini economici, ma ciò non toglie che esistano attività artigianali che offrono opportunità di lavoro in loco.

Si tratta per lo più di attività legate al settore edilizio.

Il fenomeno si spiega con la buona salute del settore delle costruzioni che viene alimentato soprattutto nel campo delle ristrutturazioni di edifici ad uso di seconde case da parte di numerosi turisti stranieri che hanno eletto Cannobio, in particolare, ma anche i paesi della valle, come luogo di villeggiatura.