Valle Cannobina

Cultura locale

Cannobio e Val Cannobina, una storia comune. Gli storici concordano nel far derivare il nome di Cannobio dalle canne che, pare, vi abbondassero.

Non esistono sicuri documenti o testimonianze di insediamenti umani in queste zone in epoca pre-romana, ma si ritiene probabile la presenza di genti celto-liguri che popolavano la Gallia cisalpina entrate successivamente a far parte dello stato romano, sottomesse da Augusto.

A Cannobio si conservano tombe romane del Il secolo d.C.; a Gurro, nel secolo scorso, venne alla luce una necropoli anch'essa di epoca romana e altri ritrovamenti analoghi si sono avuti a Finero.

Sotto il dominio longobardo Cannobio fu curtis regia. Un documento del 929 ne parla come centro fortificato e munito di castello. A quell'epoca Cannobio e la sua Pieve (che comprendeva, oltre alla Valle Cannobina, il territorio di Brissago e parte dell'alta sponda orientale del Verbano fino alla Valle Veddasca) divennero proprietà dell'Abbazia di S. Pietro in Breme Lomellina, portati in dono dal conte Sansone che abbracciava la regola monacale.

Nel 1342 Cannobio (con la valle, naturalmente) si diede ai Visconti, signori di Milano, trasferendo loro l'amministrazione della giustizia e il governo del paese: scelta prudente, viste le minacce armate che da Nord portavano i Locarnesi.

Morto nel 1402 Gian Galeazzo Visconti, il ducato milanese fu attraversato da violente lotte intestine che ne misero in pericolo l'assetto, con le parti guelfa e ghibellina in aperto scontro.

Di tale situazione approfittarono a Cannobio i fratelli Mazzarditi, che misero a ferro e fuoco l'intero alto Verbano. Chi li fermò fu il nuovo signore di Milano. Filippo Maria Visconti, che pose l'assedio alla Malpaga e li sconfisse nel 1414.

Lo stesso Visconti infeudò Cannobio e il suo territorio alla casata dei Borromeo nel 1441.

Fra il Cinque ed il Seicento, pestilenze, carestie e scorrerie di armati (tedeschi o spagnoli che fossero) segnarono la vita di queste regioni.

Nel 1748, a seguito del trattato di Worms, Cannobio e la valle divennero piemontesi, ceduti ai Savoia dagli Austriaci che regnavano sulla Lombardia.

L'Ottocento, secolo degli opifici, vide anche a Cannobio impiantarsi un grande setificio che occupava qualche centinaio di operai, isolata testimonianza della rivoluzione industriale in questa regione.

Il resto è storia d'oggi: significativi sono i fenomeni del frontalierato che quotidianamente sposta oltre il confine larga parte della popolazione.

Si trova nel patrimonio storico e nella ricchezza ambientale la strada che apra nuove prospettive.