Il primo treno nelle viscere delle Alpi
Più di 13 chilometri di galleria tra l’Alta
Valle di Susa e la Maurienne, per far passare un treno a vapore
da Bardonecchia a Modane.
La galleria ferroviaria del Fréjus proiettò il Piemonte al primo
posto in Europa per le comunicazioni transalpine. Fino al 1800 i trasporti
avvenivano su strada attraverso i valichi alpini, soprattutto Moncensio e Monginevro,
ostacolati d’inverno dalla neve.
Il collegamento assicurò benefici a tutto il territorio italiano e
controllò i traffici commerciali fino all’apertura della ferrovia
del Sempione.
Nel 1832 Joseph-Francois Medail, impresario di Bardonecchia,
fu il primo a presentare il progetto al re Carlo Alberto: tra i suoi sostenitori
anche un giovane Camillo Benso conte di Cavour.
Nel 1857 fu approvato il progetto definitivo elaborato dagli
ingegneri Sommeiller, Grandis, Ranco e Grattoni.
Nell’agosto 1871 furono effettuate le prime corse di
prova fra Torino, Bardonecchia e Modane, che portarono il 17 settembre 1871
all’inaugurazione ufficiale.
Lungo in tutto 13 chilometri e 673 metri, di cui 6.790 in territorio italiano, il traforo si apre a ridosso di Bardonecchia a 1296 metri di altitudine, per sbucare a Modane in territorio francese oltre cento metri più in basso, a quota 1148.
La costruzione della ferrovia alpina Torino-Modane, non ha rivoluzionato soltanto le comunicazioni con la Francia, ma ha cambiato anche la vita degli abitanti della Valle di Susa, in prevalenza agricoltori e pastori: moltissimi furono gli operai venuti da lontano, per i quali si costruirono abitazioni in un’area allora poco popolata.
Bibliografia
Corrado Lesca, “Tre ingegneri per un traforo – La
storia della ferrovia del Frejus”, ed. Melli (Borgone di Susa).
