Come scavalcare la catena alpina
La catena alpina ha rappresentato nei secoli una imponente barriera naturale. Non invalicabile, però, a cominciare dalla leggendaria traversata di Annibale, che per attaccare Roma nel 218 avanti Cristo superò le Alpi piemontesi, forse attraverso il Col Clapier nei pressi del Moncenisio, calando quindi in Valle di Susa.
In epoca contemporanea le nuove arterie transalpine sorsero sull’esempio della carrozzabile del Sempione, datata 1805, aperta tra Briga e Domodossola e ideata per avvicinare Milano a Parigi: un capolavoro ingegneristico, con oltre seicento ponti e più di mezzo chilometro di gallerie.
La prima, storica perforazione della catena alpina risale al 1480, quando il marchese Ludovico II di Saluzzo fece aprire un piccolo traforo, il “Buco di Viso” nell’alta Valle del Po, a quasi tremila metri di altitudine: una galleria pedonale, percorribile ancor oggi, lunga appena 75 metri.
Verso la Liguria, la prima carrozzabile a essere aperta fu quella dei Giovi, nel 1821, seguita nel 1853 dalla linea ferroviaria Torino-Genova.
Oltre al Sempione e al Moncenisio, le Alpi piemontesi sono attraversate dal Colle di Tenda, valico stradale e ferroviario tra Cuneo a Ventimiglia e il Colle della Maddalena (Valle Stura), che attraverso Barcelonnette mette il Cuneese in comunicazione con Nizza. Sempre in Valle Stura, è aperto nei mesi estivi il Colle della Lombarda, che immette nei territori francesi di Isola e nel parco naturale del Mercantour. Altro passo chiuso d’inverno è il Colle dell’Agnello (Val Varaita), ribattezzato Cima Coppi, che collega l’area del parco del Queyras.
In Provincia di Torino, i valichi internazionali si concentrano in Valle di Susa, dove oltre al Moncenisio, chiuso nei mesi invernali, è aperto tutto l’anno il valico del Monginevro tra Cesana e Briançon, senza contare il traforo ferroviario e autostradale del Fréjus tra Bardonecchia e Modane. Valico minore, il Colle della Scala, solo estivo, che collega la Valle Stretta di Bardonecchia alla valle francese di Névache.
Oggi due nuove linee internazionali interessano il Piemonte alpino: l’ipotetica autostrada Cuneo-Nizza con un traforo scavato in Valle Stura e la linea ferroviaria a alta velocità Torino-Lione in Valle di Susa, contestata per il suo impatto ambientale.
